A.C.I.A. sull’accoglienza ad Alba: «Serve una responsabilità condivisa»

L’associazione interviene sulle persone senza casa: «Servono dialogo e collaborazione»

A.C.I.A. sull’accoglienza ad Alba: «Serve una responsabilità condivisa»

ALBA – Le immagini di persone costrette a vivere in sistemazioni di fortuna lungo il Tanaro riportano al centro dell’attenzione il tema dell’accoglienza e delle difficoltà abitative. A intervenire è A.C.I.A. – Associazione Culturale Immigrati Alba ODV, da anni impegnata sul territorio nell’ascolto, nell’orientamento e nell’accompagnamento di persone e famiglie in situazione di difficoltà.

Secondo l’associazione, la presenza di persone senza una sistemazione abitativa adeguata rappresenta una situazione che non può lasciare indifferente la comunità albese.

«Non intendiamo puntare il dito contro nessuno, né attribuire responsabilità a singoli», dichiara Abdelkhalek Elbounadi, fondatore e presidente di A.C.I.A. ODV.

«Desideriamo però sottolineare che da anni rivolgiamo inviti a tutte le realtà del territorio affinché si favorisca il coinvolgimento e si affrontino insieme queste problematiche, senza aver ricevuto risposte concrete. Di fronte a situazioni così complesse, servono dialogo, collaborazione e coordinamento tra tutte le realtà che operano sul territorio».

L’associazione ricorda come Alba abbia sempre dimostrato attenzione verso il sociale e le persone più fragili, sottolineando però che le attuali difficoltà abitative e sociali richiedono uno sforzo condiviso ancora maggiore.

«Dietro ogni persona che dorme all’aperto c’è una storia, una necessità, una famiglia lontana, una ricerca di lavoro o semplicemente il bisogno di avere un luogo sicuro dove vivere con dignità», prosegue il presidente. «Per questo è importante distinguere le diverse situazioni e cercare risposte adeguate per ciascuna di esse, evitando generalizzazioni e soprattutto evitando che le persone vulnerabili rimangano invisibili».

A.C.I.A. ODV si dice disponibile, nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze, a collaborare con le istituzioni, i servizi sociali, il volontariato, le organizzazioni del territorio e tutti i soggetti che possono contribuire alla costruzione di percorsi concreti.

«L’accoglienza non significa soltanto offrire un posto dove dormire», sottolinea Abdelkhalek Elbounadi «significa anche orientare le persone, favorire l’accesso ai servizi, accompagnarle verso il lavoro regolare, aiutarle nella ricerca di una soluzione abitativa e promuovere autonomia e integrazione».

Per l’associazione, accoglienza e tutela del territorio non sono obiettivi contrapposti. Sicurezza e decoro urbano devono essere garantiti attraverso soluzioni organizzate e rispettose di tutti, procedendo parallelamente alla ricerca di risposte per le persone in difficoltà.

Da qui la richiesta di aprire un confronto sereno e concreto tra le diverse realtà coinvolte, con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di evitare il ripetersi di situazioni di emergenza e garantire condizioni dignitose a chi si trova temporaneamente senza una casa.

«A.C.I.A. ODV conferma la propria disponibilità a fare la propria parte», conclude il presidente, «mettendo a disposizione l’esperienza maturata sul territorio nell’ascolto, nella mediazione culturale, nell’orientamento ai servizi e nell’accompagnamento delle persone più fragili. Non servono contrapposizioni: serve collaborazione, serve ascolto e serve la capacità di guardare alle persone e alle loro difficoltà con rispetto».

Redazione

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