di Francesca Pinaffo e Serena Corradi
ALBA – Una nuova narrazione del territorio, nuove prospettive, nuovi sentieri. Con queste parole è stato introdotta, questa sera (martedì 15 settembre) al teatro Sociale, la presentazione di Alba capitale dell’arte contemporanea 2027. E ora c’è anche una data: l’inaugurazione sarà giovedì 21 gennaio, alla presenza del ministro Alessandro Giuli.
Il primo a rompere il ghiaccio è stato il sindaco Alberto Gatto, che ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato al progetto: «Un modo per guardare Alba con occhi nuovi. Non lo consideriamo solo un appuntamento culturale, ma la capacità di attrarre nuove energie» . E ha citato Alba chiara di Vasco Rossi.
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell’associazione Le Fabbriche del vento, partner privato del Comune, ha detto: «Vi ringrazio per l’intesa e per la collaborazione». E ha citato tutti i soggetti: «Abbiamo immaginato Alba come una piattaforma radicata sul territorio ma di respiro internazionale».
Due le mostre cardine: una mostra diffusa, nei luoghi simbolo della città, dedicata a Pinot Gallizio, a cura di Maurizio Cattelan; una mostra alla Fondazione Ferrero su un altro albese, Roberto Longhi, a cura di Francesco Vezzoli. Tra le altre novità, grazie al sostegno di Iren, Alba avrà una luce d’artista.
Lungo l’elenco delle realtà sostenitrici, che hanno messo a disposizioni energie e luoghi, dagli spazi industriali Miroglio al nuovo palazzetto di Banca d’Alba, in fase di realizzazione nell’ex stamperia della San Paolo, in via Liberazione.
Le opportunità per artisti e territorio
Al programma Extra potranno accedere realtà del territorio, che potranno presentare il loro progetto al Comune – la call sarà aperta da domani – ed entrare nel programma ufficiale.
Fino al 31 ottobre, invece, resta aperto il bando delle Capitali sorelle, per i Comuni che hanno un progetto da presentare.
Le mostre
Per quanto riguarda la mostra dedicata a Pinot Gallizio, visto con gli occhi di Maurizio Cattelan e a cura di Marta Papini, sarà diffusa in vari spazi, dal coro della Maddalena al teatro.
Per quanto riguarda la mostra su Longhi, a cura di Arturo Galansino e Francesco Vezzoli, metterà al centro anche la passione del grande curatore con la musica leggera.











