Alba dedica una via a don Valentino Vaccaneo

Don Luigi Ciotti tra le voci che hanno ricordato il sacerdote e il suo impegno per gli ultimi

Alba dedica una via a don Valentino Vaccaneo

di Andrea Olimpi

ALBA – Una via per custodire nella memoria della città il nome e l’esempio di don Valentino Vaccaneo, sacerdote ed educatore che ha accompagnato generazioni di albesi e dedicato gran parte della propria vita ai giovani, alle persone più fragili e a chi viveva situazioni di difficoltà.

Oggi, sabato 19 settembre, Alba ha intitolato a don Valentino Vaccaneo, scomparso nel 2012, il tratto di via Romita compreso tra corso Langhe e piazza Cristo Re, proprio accanto alla chiesa nella quale il sacerdote svolse una parte importante del suo ministero.

La mattinata è iniziata alle 10.30 nella chiesa di Cristo Re con un momento dedicato al ricordo di don Valentino, al quale ha partecipato anche don Luigi Ciotti, suo amico.

Alla cerimonia hanno partecipato il vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, il sindaco Alberto Gatto, la vicesindaca Caterina Pasini, gli assessori Davide Tibaldi, Edoardo Fenocchio, Donatella Croce e Luigi Garassino e i consiglieri comunali Pierangela Castellengo, Anna Chiara Cavallotto, Abdelali Draichi, Stefania Manassero, Lucia Morcaldi, Mario Gaspare Saturnino e Fabio Tripaldi.

Sono intervenuti Guido Salietti, suo storico collaboratore, che ha ripercorso l’esperienza di Saint Jacques; Nicoletta Bordone e Silvana Molino, dell’associazione Il Campo, promotrice della richiesta di intitolazione, che hanno ricordato il suo impegno sul fronte dell’accoglienza diffusa.

Silvia Longo, operatrice della Cascina Vernazza, ha invece portato una testimonianza legata al lavoro svolto nell’ambito delle dipendenze e dell’accompagnamento delle persone più fragili. A raccontare il rapporto di don Valentino con le nuove generazioni sono state poi Francesca Berri, scout della parrocchia, e Chiara Neri, del gruppo giovani di Cristo Re. Tra gli interventi anche quello di don Angelo, parroco di Castiglione Tinella, che ha contribuito al ricordo della dimensione sacerdotale, pastorale e umana di don Valentino.

A concludere le testimonianze, nella chiesa di Cristo Re gremita, don Luigi Ciotti ha ricordato don Valentino come uomo dell’accoglienza e della vicinanza concreta alle fragilità. «Accogliere significa allargare lo spazio della vita e della speranza», ha sottolineato, ricordando il suo coraggio nel «non restare inerti, passivi, indifferenti di fronte alle violenze, alle ingiustizie e alla marginalità». Per don Ciotti, la strada che da oggi porta il suo nome non rappresenta soltanto un luogo della città, ma può diventare una «via maestra», capace di indicare ancora oggi la direzione tracciata dalla sua testimonianza.

A seguire si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione, con lo svelamento della targa nella nuova via dedicata al sacerdote.

L’intitolazione era stata approvata all’unanimità dalla Commissione comunale consultiva per la Toponomastica e successivamente deliberata dalla Giunta comunale.

Il sindaco Alberto Gatto e l’assessore Davide Tibaldi, con deleghe alla Toponomastica, avevano spiegato così il significato della scelta: «L’intitolazione di una via a Don Valentino è un gesto di riconoscenza che la città di Alba compie verso una persona che ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità. Don Valentino è stato uno dei sacerdoti più carismatici e amati di Alba, un punto di riferimento per intere generazioni, soprattutto per tanti ragazzi. Ha vissuto il suo sacerdozio in mezzo alla gente, con semplicità, disponibilità e autentico spirito di servizio. La sua energia inesauribile, l’entusiasmo e la capacità di coinvolgere le persone hanno dato vita a tante iniziative educative, sociali e di volontariato, contribuendo a rendere Alba una comunità più unita. Dedicargli una via, proprio accanto alla chiesa dove ha svolto gran parte del suo ministero, significa custodire la memoria di un uomo che ha saputo essere presenza concreta per tante persone. È un modo per dire grazie a Don Valentino e per trasmettere il valore del suo esempio anche alle nuove generazioni».

Una vita dedicata ai giovani e agli ultimi

Valentino Vaccaneo nacque a Castiglione Tinella l’11 febbraio 1934, ultimo di dodici fratelli. Entrò nel Seminario di Alba nel 1946 e l’11 febbraio 1958 fu ordinato sacerdote dal vescovo Carlo Stoppa. La sua prima destinazione fu la parrocchia del Duomo, dove iniziò un lungo percorso dedicato soprattutto alla formazione dei giovani.

L’oratorio divenne uno dei luoghi privilegiati della sua attività educativa, attraverso corsi, cineforum, sport e campi estivi. Dal 1963 prese forma anche l’esperienza dei soggiorni a St. Jacques di Champoluc, in Valle d’Aosta, che per cinquant’anni riunirono giovani, adulti e famiglie in momenti di formazione, confronto e vita comunitaria.

L’attenzione verso chi rischiava di rimanere ai margini attraversò tutto il suo ministero. Si impegnò nella GiOC, la Gioventù Operaia Cristiana, e aprì il “Ritrovo” nei locali dell’oratorio. Nel 1978 nacque la comunità “Il Campo”, esperienza fondata sull’accoglienza, sulla condivisione e sull’apertura verso giovani e persone in difficoltà.

Nel 1983 don Valentino divenne parroco della Cattedrale. Negli anni successivi il suo impegno si estese alle problematiche della tossicodipendenza e dell’emarginazione. Nel 1990, insieme alla cooperativa “Il Ginepro”, avviò l’attività della cascina Vernazza per il recupero dalle dipendenze. Si occupò inoltre della casa di riposo “La Pineta” di Cerretto Langhe e ricoprì l’incarico di vicario economico diocesano.

Durante l’alluvione che colpì Alba nel 1994 fu presente sia nelle prime fasi dell’emergenza sia nel periodo della ricostruzione. In corso Michele Coppino aprì inoltre una casa di accoglienza destinata alle madri sole con bambini.

Nel 1996, su invito del vescovo Sebastiano Dho, si trasferì nella parrocchia di Cristo Re. Qui continuò l’esperienza della comunità “Il Campo” e promosse nuovi spazi per i giovani e per l’accoglienza: dalla sala Underking alla ristrutturazione del campo da calcio e della “Sala Ordet”, fino alla realizzazione di piccoli alloggi per persone con difficoltà economiche e sociali. Nei locali di via Santa Barbara trovò spazio anche una casa, gestita da volontari, destinata a mamme sole e persone in temporanea difficoltà.

Il legame con Gazzetta d’Alba

Dal 1990 fino agli ultimi giorni della sua vita don Valentino Vaccaneo tenne su Gazzetta d’Alba la rubrica “Riflessioni al vento”, attraverso la quale commentava avvenimenti locali, nazionali e internazionali, affrontando temi legati all’impegno civile, alla pace e alla fratellanza.

Morì il 27 agosto 2012 ad Alba, nella parrocchia di Cristo Re. Aveva ancora il progetto di realizzare una grande casa nella quale vivere insieme agli amici e accogliere “fino allo stremo” chi faceva più fatica.

A quattordici anni dalla sua morte, il suo nome entra così nella toponomastica albese, nel quartiere e accanto alla chiesa che hanno segnato l’ultima parte della sua esperienza sacerdotale.

Banner Gazzetta d'Alba