Bra: don Piero Grosso torna all’oratorio per i 50 anni di sacerdozio

Una chiesa gremita di ex allievi e oratoriani per riabbracciare il sacerdote che guidò l’oratorio dal 1979 al 1982

Bra: don Piero Grosso torna all’oratorio per i 50 anni di sacerdozio

di Lino Ferrero e Marco Fiorini

BRA – Una giornata di festa, ricordi ed emozioni quella vissuta oggi, domenica 25 ottobre, all’Oratorio Salesiano di Bra, dove la comunità si è ritrovata per accogliere don Piero Grosso, tornato nella città della Zizzola per celebrare un traguardo importante: i suoi 50 anni di sacerdozio.

Un ritorno particolarmente sentito, quello del sacerdote che ha guidato l’oratorio braidese dal 1979 al 1982, lasciando un ricordo profondo in generazioni di ragazzi e famiglie. L’incontro si inserisce in un mese particolarmente ricco di eventi, novità e momenti di aggregazione per la comunità salesiana braidese.

Una chiesa gremita e tanti ricordi

La celebrazione eucaristica, presieduta da don Piero Grosso e concelebrata da don Gigi Cerutti, attuale incaricato dell’oratorio, e da don Livio Sola, suo predecessore ancora oggi impegnato a sostenere le attività della comunità, è stata un momento di profonda commozione e gioia condivisa.

La chiesa, gremita in ogni ordine di posto, ha accolto numerosi ex allievi della scuola salesiana e storici frequentatori dell’oratorio, tornati per riabbracciare il sacerdote dopo tanti anni.

Un autentico viaggio nel tempo, tra volti familiari, ricordi di gioventù e amicizie mai dimenticate. A sorprendere molti è stata soprattutto la straordinaria memoria di don Piero, capace di riconoscere e ricordare tanti ragazzi di allora, oggi diventati adulti, genitori e, in alcuni casi, nonni.

Gli anni a Bra e gli aneddoti di un tempo

Aprendo la celebrazione, don Piero ha ricordato il periodo trascorso a Bra definendolo «speciale», raccontando anche un episodio personale che testimonia quanto quegli anni siano stati importanti nella sua vita.

“In tre anni non ho visto neppure il viso del medico di famiglia. La dice lunga, perché venivo da un periodo in cui ero veramente sempre un po’ malato, con tanti problemi.”

Durante l’omelia, prendendo spunto dal Vangelo del giorno e dal tema dell’amore verso il prossimo, il sacerdote ha riportato alla memoria episodi della Bra di oltre quarant’anni fa.

Tra questi, le grandi nevicate che trasformavano i cortili dell’oratorio in distese di neve, con accumuli così imponenti da sembrare veri e propri «iceberg».

Proprio durante uno di quegli inverni, mentre accompagnava due fratellini a trovare la nonna «ai Glicini», don Piero notò qualcosa di insolito: una catasta di cartoni, abbandonata nella neve, aveva iniziato a muoversi. Sotto quel riparo improvvisato si trovavano due persone anziane.

Un’immagine rimasta impressa nella sua memoria, diventata una testimonianza concreta di quanto sia importante accorgersi degli altri, soprattutto di chi vive situazioni di fragilità e solitudine.

«Eravamo felici e spensierati, oggi comprendiamo quanto siamo stati fortunati»

La giornata ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul valore educativo e umano dell’esperienza salesiana.

Particolarmente significativa la testimonianza di uno degli ex oratoriani presenti alla celebrazione, che ha affidato a queste parole le emozioni dell’incontro:

“Questa mattina è stato un rivivere ricordi meravigliosi, di un’età nella quale eravamo felici e spensierati e non lo potevamo capire fino in fondo. Lo capiamo ora dopo 45 anni e facciamo i primi bilanci di una vita che è volata via come allora non potevamo immaginare. Eravamo in un ambiente che ci ha insegnato valori profondi senza imporceli, li abbiamo condivisi e non li abbiamo abbandonati, prova ne sia la gioia che ci ha accomunati questa mattina. Per questo ci dobbiamo considerare fortunati”

Parole che raccontano il significato di un’esperienza capace di accompagnare le persone ben oltre gli anni della giovinezza, lasciando valori, insegnamenti e legami destinati a durare nel tempo.

Una grande famiglia che si ritrova

La festa è proseguita nei locali dell’oratorio, dove i volontari hanno organizzato un momento conviviale nel più autentico spirito salesiano.

Tra saluti, abbracci, fotografie e racconti, si sono incontrate generazioni diverse, unite dall’affetto per un sacerdote che, pur avendo lasciato Bra oltre quarant’anni fa, continua a rappresentare un punto di riferimento nella memoria di tanti.

Oggi residente a Biella, don Piero Grosso ha voluto condividere un ricordo particolarmente intenso del suo distacco dalla città, affidandolo a poche parole:

“Il posto dove ho pianto prima di andare via è stato Bra”.

Una frase semplice, ma capace di raccontare meglio di tante altre il legame profondo tra il sacerdote e la comunità braidese.

A distanza di tanti anni, quel sentimento è rimasto immutato. Lo hanno dimostrato i numerosi ex ragazzi dell’oratorio che hanno voluto esserci, ritrovandosi ancora una volta attorno a don Piero.

Perché, al di là dei cinquant’anni di sacerdozio, la festa di oggi ha raccontato soprattutto questo: ci sono luoghi, persone e incontri che continuano a far parte della nostra vita, anche quando il tempo sembra averli allontanati.

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