Fiera del tartufo ad Alba / Domani sarà l’ora della Grande rassegna dei bovini piemontesi

Rassegna dei bovini piemontesi

ALBA – Una delle caratteristiche distintive della razza piemontese, un tempo veniva considerata quasi una deformità: è anche con queste curiosità che giunge il racconto della Grande rassegna dei bovini piemontesi di sottorazza albese della coscia (la Fassona) in programma, con più di cinquanta capi, giovedì 8 ottobre in piazza Prunotto.

«Fin dall’insediamento dell’Amministrazione Gatto abbiamo pensato di rivitalizzare la rassegna in un’ottica culturale», spiega Roberto Cavallo, assessore all’agricoltura. «La razza “della coscia” è una delle eccellenze dell’Albese e ha una storia che risale nei secoli». E aggiunge: «Quando si presentò la variazione genetica della cosiddetta “doppia groppa”, curiosamente la storia ricorda come non fosse apprezzata. In seguito emerse però quanto la carne di quegli animali fosse di miglior qualità. Esiste una leggenda, che forse nasconde una verità: alcuni allevatori nascosero dei capi in qualche allevamento non controllato per riprodurre geneticamente questa particolarità, che oggi è la caratteristica prevalente della sottorazza albese».

Nella mattinata dell’8 ottobre, sono previsti momenti di approfondimento con il coinvolgimento dell’Università di Torino e realtà del settore. «Vogliamo fare comunicazione, sensibilizzare e fare cultura su un grande prodotto», spiega Cavallo. La rassegna diventa così un’occasione per parlare non soltanto degli animali esposti, ma anche del mondo che ruota attorno all’allevamento.

L’assessore sottolinea anche il rapporto esistente tra il modo di operare delle aziende agricole, il territorio e l’ambiente. Cita la differenza tra i sistemi intensivi e quelli estensivi, ricordando come nelle Langhe siano presenti allevamenti in cui gli animali vengono lasciati pascolare all’aperto. E aggiunge che questi ultimi hanno un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto ad altri e favoriscono la biodiversità del terreno. Il tema si lega alla tutela dell’ambiente, dell’animale e alla valorizzazione della produzione locale. «Il consumo di carne dev’essere consapevole», spiega Cavallo, distinguendo tra le scelte etiche individuali e le questioni legate all’ecologia. L’obiettivo finale è raccontare cosa c’è dietro la carne di Piemontese e come vengono trattati e nutriti gli animali.

La mattinata coinvolgerà anche il mondo della scuola, con gli studenti invitati a conoscere da vicino i bovini e il lavoro svolto dagli allevatori. La conclusione sarà con il tradizionale pranzo degli allevatori, organizzato con la collaborazione dei panificatori, delle cantine albesi e dei macellai della zona. 

s.c.

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