Un racconto emozionante attraverso i linguaggi: al Sociale “La mente radiosa” di Liotta e Matteoli [foto e video]

Prosegue il viaggio di Profondo umano 2026: questa volta al teatro Sociale si sono incontrate scienza e poesia

Un racconto emozionante attraverso i linguaggi: al Sociale "La mente radiosa" di Liotta e Matteoli [foto e video] 6

di Serena Corradi

PROFONDO UMANO – Un unico racconto, costruito tra scienza, letteratura e musica, per parlare di mente, pensieri, sentimenti e alimentazione. È andata in scena ieri sera, 6 ottobre, al teatro Sociale  di Alba La mente radiosa, la lectio scenica di Eliana Liotta e Michela Matteoli, inserita nel programma del festival Profondo Umano.

La saggista e la neuroscienziata hanno condotto il pubblico attraverso un dialogo che ha avuto come filo conduttore il rapporto tra ciò che mangiamo e il funzionamento della mente. Un tema affrontato partendo dalle conoscenze scientifiche e arrivando a una dimensione più saggistica e poetica, attraverso riferimenti e citazioni di grandi studiosi e poeti, ma non nel formato di un tradizionale talk. «Non è scienza, non è letteratura, non è teatro: è una forma mista di tutto questo», spiega Michela Matteoli.

Il dialogo è stato scandito dai brani delle Suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, eseguiti dal vivo da Giulia Pardi. La musica non è stata soltanto un intervallo tra un intervento e l’altro, ma ha seguito e amplificato il filo del racconto, creando un ulteriore livello di ascolto. Le parole di Liotta e Matteoli e il suono del violoncello si sono così alternati con naturalezza, passando dalla spiegazione alla suggestione

Le spiegazioni scientifiche e le riflessioni più letterarie si sono unite in sinfonia lungo tutta la serata, accompagnandosi a vicenda. Così, accanto alle parole delle due autrici, hanno trovato spazio pensieri e immagini capaci di restituire al pubblico una visione più ampia della mente e delle sue trasformazioni. «Noi abbiamo bisogno di abbracciare quel qualcosa che ci fa sentire parte del cosmo», spiega Eliana Liotta, citando anche, lungo la serata, la celebre frase di Carl Sagan: «Siamo polvere di stelle».

A partire dal loro saggio La mente radiosa, edito da Sonzogno, Liotta e Matteoli hanno portato così sul palco un racconto capace di unire linguaggi diversi, senza separare la dimensione scientifica da quella più personale e poetica. La mente è stata osservata così attraverso ciò che sappiamo del cervello, ma anche attraverso le parole di chi, nel tempo, ha cercato di descriverne pensieri, emozioni e trasformazioni.

Per il pubblico del teatro Sociale è stato un incontro  da più prospettive: quella della neuroscienza, quella delle parole e quella della musica, con il violoncello di Bach a cullare lo spettatore lungo il percorso e l’ascolto.

 

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