Rinvio a giudizio per l’ex broker Massimo Diotti accusato di truffa e riciclaggio. Fideuram ha già risarcito otto clienti

Lo ha deciso il Pm Stefano Cotti in seguito alle indagini svolte dalla Guardia di finanza. A febbraio 2026 l'Ordine dei consulenti finanziari lo aveva radiato

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L’AGGIORNAMENTO – Sono 25 i capi di imputazione a carico di Massimo Diotti, il broker albese che avrebbe truffato decine di risparmiatori. Nei suoi confronti il pubblico ministero Stefano Cotti, titolare delle indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio. Il consulente dovrà comparire nelle aule del Tribunale astigiano il prossimo 1° dicembre per rispondere di truffa, riciclaggio, indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti e appropriazione indebita.

Stessa sorte toccherà anche a Laura Girardi , la moglie, che difesa dall’avvocato Gianni Caneva, dopo il rinvio a giudizio dovrà rispondere in aula di riciclaggio e ricettazione.

È l’esito dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza in seguito alle segnalazioni mosse dai truffati, alcuni amici e conoscenti di lunga data del Madoff delle Langhe (così è stato chiamato) oggi difeso dall’avvocato Ferruccio Rattazzi.  Il denaro sottratto dai clienti con la promessa di investimenti particolarmente redditizi era invece stato dirottato nelle società del broker come la Diotti vini. In particolare, secondo quanto emerso della indagini della Finanza, era impiegato in parte per finalità personali e in parte nell’ambito delle sue attività imprenditoriali nel settore agricolo o commerciale, talvolta anche per pagare debiti previdenziali relativi ai propri lavoratori dipendenti.

Il sequestro preventivo

Il promotore finanziario, già in servizio presso la filiale albese di un istituto di credito nazionale, a settembre dello scorso anno, era stato destinatario della misura cautelare personale degli arresti domiciliari e di un sequestro di beni per oltre 2,1 milioni di euro disposti dal Tribunale di Asti. Ad aprile la Procura aveva disposto un  sequestro preventivo diretto del valore complessivo di 3,5 milioni di euro costituiti da disponibilità finanziarie, orologi di pregio, mobili, motocicli, un compendio immobiliare composto da una cascina con terreni agricoli e macchine agricole. Il Tribunale aveva affidato al commercialista Paolo Cacciari la gestione dell’attività vinicola assicurando la produttività dell’azienda a favore dei creditori.

Il modus operandi

L’attività delle Fiamme gialle aveva consentito di ricostruire come il consulente finanziario approfittando dell’età avanzata di molti dei propri clienti, poco inclini all’utilizzo degli applicativi di internet-banking, proponesse alle sue vittime asserite operazioni di investimento mostrando, per carpire la loro fiducia, dei grafici di rendimento artefatti e inducendoli a sottoscrivere degli asseriti moduli di investimento che, in realtà, autorizzavano trasferimenti di denaro verso conti correnti a lui intestati o ad altri soggetti giuridici riconducibili allo stesso.

In alcuni casi i prelievi dai conti correnti dei risparmiatori avvenivano mediante l’utilizzo di carte bancomat intestate agli stessi ma ritirate presso la filiale dal consulente e mai consegnate ai titolari, o mediante l’utilizzo di assegni circolari tratti sui depositi delle vittime e impiegati per finalità private. Talvolta, a fronte di richieste di rimborso e-o informazioni da parte dei risparmiatori, al fine di celare le appropriazioni già perpetrate ai danni degli stessi, l’indagato trasferiva sui loro conti le disponibilità presenti sui conti di altri investitori, secondo uno già noto “schema ponzi”.

La banca e l’Ocf

L’istituto bancario presso il quale lavorava dal 2013 (Fideuram), aveva preso le distanze comunicando di averlo allontanato nei primi mesi del 2025, dichiarando: «Sono state accertate irregolarità gestionali da parte del consulente finanziario, a cui il 24 marzo 2025 è stato immediatamente revocato il mandato. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte delle autorità preposte». Mentre oggi ha avviato le prime trattative private del valore di circa 2 milioni e 50mila  euro a beneficio di otto clienti caduti nella trappola di Diotti.

A prendere posizione anche l’Ordine dei consulenti finanziari (Ocf) da cui Massimo Diotti risulta essere stato radiato il 27 febbraio del 2026.

Gazzetta d’Alba aveva raccolto le testimonianze di quanti fidandosi delle operazioni e dei consigli del consulente finanziario avevano perso i risparmi di una vita.

Eccone alcune: 

Il caso / Era il nostro consulente finanziario di fiducia, ma ci stava ingannando

Il caso / Le truffe del consulente finanziario, «ho perso 300mila euro»

Il caso / I risparmi di una vita andati in fumo, altri 2 coniugi caduti nella trappola del broker

e.r.

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