BERGOLO Sulla collina del vento, il punto più alto di Bergolo, ci sono tre alveari monitorati dai sensori installati dal Politecnico di Torino nell’ambito del progetto “Ascoltare l’alveare. Tecnologia e ricerca per conoscere la salute delle api”. L’iniziativa è stata illustrata nei giorni scorsi dai tecnici Fabrizio Riente e Andrea De Simone, durante la giornata che ha portato nel paese di pietra i vincitori del concorso nazionale “+api. Oasi fiorite per la biodiversità”. Lo scorso anno, tra i progetti premiati c’era anche quello di Bergolo; per questo motivo il piccolo Comune è stato scelto per ospitare l’iniziativa, definita dai promotori (l’associazione Filiera futura) una giornata-premio e un momento di confronto e approfondimento. La premiazione si era svolta il giorno prima a Torino. I vincitori arrivavano da Sardegna, Toscana, Marche, Liguria e dalla vicina Valle Belbo, con il Comune di San Benedetto (rappresentato dal vicesindaco Emilio Porro) che ha ottenuto un riconoscimento speciale per un percorso visivo diffuso con testi e contributi realizzati dagli studenti.

I sensori installati nelle scorse settimane dal Politecnico si trovano nei tre alveari piazzati da Simone Molinari, giovane apicoltore di Scaletta Uzzone, di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi a proposito del progetto avviato sull’isola di Bergeggi per produrre quello che è già stato definito “il miele del mare”. I sensori misurano l’entrata e l’uscita delle api dall’alveare, il loro ronzio (dal quale si può sapere se all’interno c’è l’ape regina), la temperatura e l’umidità, tutti elementi utili a capire lo stato di salute degli insetti. In attesa dei riscontri scientifici, una prima prima conferma positiva è arrivata proprio da Molinari, che ha osservato: «Per me è un piacere collaborare con Bergolo. Qui le api vivono bene». Al di là del progetto illustrato la scorsa settimana, negli ultimi anni la collina che fino a qualche tempo fa era nota soprattutto per la cappella romanica e per i fuochi artificiali di settembre, sta diventando un luogo-chiave delle principali iniziative del paese.
Accanto al teatro della pietra (sede dei concerti estivi, del premio Fedeltà alla Langa e di altre manifestazioni), è stata realizzata una vasca per la raccolta dell’acqua piovana con una capacità di 15mila litri. In questo modo, oltre a evitare gli allagamenti del teatro in caso di maltempo, si hanno le riserve idriche per irrigare l’orto didattico, curato dai giovani dei progetti Erasmus, fulcro anche delle attività legate alle api. «L’area ospita piante utili per tutti gli insetti impollinatori, non solo per le api», ha sottolineato Ariele Muzzarelli della fondazione Agrion, altro partner della giornata.

A portare avanti le attività in campo ambientale ci sono due associazioni con sede a Bergolo: Vagamondo e New wellness education. Il presidente di Vagamondo, Fabrizio Gallo, ha evidenziato l’importanza della collaborazione con il Comune, che ha concesso gratis per 14 anni il terreno alle due realtà giovanili. «Il nostro obiettivo è di realizzare una macro oasi di biodiversità nella parte più visibile del paese», ha spiegato Gallo, annunciando la creazione di uno spazio per la coltura idroponica sotto una serra e di un’area agroforestale con erbe officinali. Sempre in collaborazione con un’altra realtà locale, la cooperativa Biolanga di Pezzolo, in futuro sulla collina potrebbero trovare spazio anche coltivazioni di cereali. Il sindaco, Mario Marone, ha ribadito l’impegno del Comune in campo ambientale: «Da anni investiamo nel verde. Entro il 15 novembre avremo a disposizione un altro ettaro e mezzo di terreno, acquistato per fare spazio a nuove colture green. Bergolo ha 48 abitanti e il nostro obiettivo è far sì che alcuni dei tanti giovani coinvolti nei progetti Erasmus si fermino a vivere in paese». Due di loro ci stanno pensando: il portoghese José Pires è a Bergolo da un anno e mezzo e il bulgaro Veso Marinov è arrivato oltre tre anni fa. Entrambi dicono di trovarsi bene e potrebbero essere i prossimi nuovi residenti.
Corrado Olocco

