di Bruna Bonino
ALBARETTO DELLA TORRE – La mostra Fotografie 1990-2010 sarà inaugurata venerdì 6 novembre, alle ore 17, nella chiesa dell’Immacolata ad Albaretto della Torre. L’esposizione sarà aperta fino al 30 novembre e si compone di una quarantina di scatti in bianco e nero dell’artista Gianni Petronio, che restituiscono frammenti di quotidianità, emozioni e storie umane.
È un percorso che, pur senza seguire un tema unitario, trova il proprio filo conduttore nell’attenzione per l’essere umano e per quei momenti di vita quotidiana che lo sguardo del fotografo sa trasformare in immagini capaci di emozionare e invitare alla riflessione. Sarà possibile visitare la mostra dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 17.
Chi è Gianni Petronio
Avvicinatosi alla fotografia nella seconda metà degli anni Ottanta, quando la tecnologia digitale non aveva ancora trasformato il settore, Petronio ha scelto fin dagli esordi di affidare quasi esclusivamente al bianco e nero il proprio linguaggio espressivo.
Una scelta maturata anche attraverso l’influenza di due importanti riferimenti, l’amico Ivo Saglietti, fotoreporter di fama internazionale, ed Enrico Necade, autore di significative immagini del territorio e punto di riferimento per Petronio anche nella fase di stampa delle fotografie. Per l’autore, il bianco e nero non rappresenta semplicemente una soluzione estetica, ma un modo di interpretare la realtà. L’assenza del colore permette infatti di prendere le distanze dalla rappresentazione immediata del soggetto, lasciando emergere forme, contrasti, atmosfere e significati che invitano a osservare oltre l’apparenza.
La sua ricerca si inserisce nella tradizione della fotografia umanista, che pone al centro dell’immagine l’essere umano e le sue molteplici manifestazioni. L’obiettivo non è inseguire l’eccezionalità o l’effetto spettacolare, quanto piuttosto riconoscere e restituire l’intensità di un istante, un gesto o una situazione apparentemente ordinaria. Nella visione di Petronio, infatti, il valore di uno scatto non risiede tanto nella capacità di sorprendere, quanto in quella di suscitare un’emozione, evocare un ricordo o stimolare una riflessione, anche fugace.
