Hashish, armi rudimentali e frutta per la macerazione è quanto rinvenuto dalla Penitenziaria nella casa circondariale di Torino

A darne notizia sono Donato Capece, segretario generale del Sappe e Vicente Santilli, segretario nazionale Sappe per il Piemonte, che esprimono apprezzamento per l’attività svolta dagli agenti e sottolineano la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza degli istituti penitenziari.

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TORINO – Hashish, armi rudimentali, tra cui coltelli, e una notevole quantità di frutta presumibilmente destinata alla macerazione per la produzione di sostanze alcoliche. È quanto rinvenuto questa mattina (mercoledì 4 novembre), intorno alle 5.30, durante una perquisizione straordinaria effettuata dal personale di Polizia penitenziaria al primo piano del padiglione B della casa circondariale di Torino. A darne notizia sono Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe), e Vicente Santilli, segretario nazionale Sappe per il Piemonte, che esprimono apprezzamento per l’attività svolta dagli agenti e sottolineano la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza degli istituti penitenziari.

Nel corso dell’operazione, all’interno di un locale comune utilizzato dalla popolazione detenuta, gli operatori hanno individuato un freezer nel quale erano occultati complessivamente 16 grammi di hashish. Nel medesimo ambiente sono state inoltre rinvenute armi rudimentali, tra cui coltelli, e una consistente quantità di frutta che, secondo le prime valutazioni, potrebbe essere stata destinata alla macerazione per produrre sostanze alcoliche. Sono stati avviati gli accertamenti per ricostruire le circostanze del ritrovamento, individuare eventuali responsabili e verificare la destinazione del materiale sequestrato.

Il plauso del sindacato

«Esprimiamo il nostro plauso alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria che, ancora una volta, hanno dimostrato attenzione, professionalità e capacità operativa. Il rinvenimento di droga, coltelli e materiale potenzialmente destinato alla produzione clandestina di alcol in un locale comune rappresenta un elemento che merita approfondimenti e conferma quanto sia indispensabile garantire controlli costanti e rigorosi», dichiarano Capece e Santilli. «La presenza di sostanze stupefacenti e di strumenti potenzialmente pericolosi negli ambienti detentivi non può essere sottovalutata. Il personale penitenziario è chiamato quotidianamente a garantire la sicurezza, prevenire situazioni di rischio e assicurare il rispetto delle regole, spesso operando in condizioni difficili e con organici insufficienti».

I due esponenti del Sappe ribadiscono quindi la necessità di sostenere concretamente il lavoro degli agenti: «La Polizia penitenziaria non può essere lasciata sola. Servono organici adeguati, strumenti tecnologici efficaci e condizioni operative che consentano di svolgere al meglio le attività di prevenzione e controllo. Il nostro ringraziamento va a tutto il personale intervenuto, che continua a garantire sicurezza e legalità negli istituti penitenziari con grande senso del dovere e abnegazione».

Il Sappe seguirà gli sviluppi degli accertamenti, ribadendo che la sicurezza delle carceri e l’incolumità del personale e della popolazione detenuta devono rimanere una priorità assoluta.

C.S.

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