VALLE BORMIDA Per conoscere la posizione della Provincia di Savona sull’inceneritore che la Regione Liguria potrebbe realizzare in Valle Bormida (a Cairo o a Cengio) bisognerà attendere l’elezione del nuovo Consiglio, prevista per domenica 22 novembre. L’ultimo punto all’ordine del giorno della seduta di giovedì scorso riguardava la mozione proposta dal gruppo Uniti per la Provincia di Savona e l’oggetto era chiaro: «No incondizionato del Consiglio provinciale al prosieguo di qualsiasi iter tecnico della Regione Liguria finalizzato all’individuazione, nel territorio di Cairo Montenotte e di tutta la Valle Bormida, di un sito per la realizzazione del nuovo termovalorizzatore/inceneritore regionale e richiesta di esclusione del territorio valbormidese da qualsiasi procedura di localizzazione». L’approvazione della mozione contro l’inceneritore, però, è stata rinviata con sei voti favorevoli e quattro contrari.
La decisione di non decidere è stata motivata con ragioni tecnico-regolamentari dal vicepresidente facente funzioni Demis Aghittino (il presidente Pierangelo Olivieri si è dimesso a settembre), che si è attirato le critiche dei consiglieri Rodolfo Mirri (sindaco di Carcare) e Marco Lima (Savona). Mirri ha sottolineato la presenza tra il pubblico di numerosi esponenti dei comitati della Valle Bormida, scusandosi con loro per la mancata discussione sul tema e ha ricordato che la mozione era stata presentata a fine settembre, mentre Lima ha ribadito l’urgenza di una presa di posizione provinciale nella fase in cui la Regione sta decidendo quale strada prendere. «Non diciamo che la mozione non verrà discussa, ma diciamo che al momento non si può», ha ribattuto Aghittino. Saranno quindi i prossimi amministratori di palazzo Nervi a trovarsi tra le mani la patata bollente. Una soluzione che, a poche settimane dal voto provinciale, ha lasciato l’amaro in bocca al coordinamento anti-inceneritore, ma che in fondo non era difficile da prevedere.
Corrado Olocco
Dal Consiglio di Alba il no è unanime
ALBA Nell’ultimo Consiglio comunale di Alba è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno in opposizione all’ipotesi di costruire nel sito ex Acna l’inceneritore dei rifiuti liguri. Del tema si era già discusso nella seconda Commissione consiliare del 27 ottobre su proposta del consigliere Luciano Giri. «La richiesta è arrivata da Roberto Bodrito, delegato della Provincia per l’ex Acna, e Davide Falletto, presidente dell’Unione montana alta Langa», ha sottolineato Giri. A entrare più nei dettagli è stato l’assessore Roberto Cavallo: «Falletto ci aveva inviato un testo da far passare come delibera di Giunta, ma abbiamo preferito allargare il dibattito al Consiglio comunale. Non nego che sia un tema delicato dal punto di vista dei rapporti interregionali: la Liguria oggi per smaltire i rifiuti indifferenziati utilizza l’impianto torinese del Gerbido, che era stato costruito nella zona di maggior produzione di rifiuti, mentre altrove si cerca di farli nelle zone di confine». È su questo ragionamento che si basa la decisione della Liguria. Ha aggiunto Cavallo: «Sui termovalorizzatori non bisogna avere posizioni fideistiche e credere che abitarci vicino provochi il cancro, ma ci sono diversi problemi. Certamente, da Cengio i fumi, anche se filtrati, arriverebbero in Piemonte». Durante la seduta consiliare il sindaco Alberto Gatto ha aggiunto: «Mi sono occupato di questo tema anche come consigliere provinciale. Se l’impianto fosse costruito a Cengio si creerebbe un gran danno in un territorio che ha già dato. Auspico che le due Regioni trovino una posizione condivisa».
Davide Barile
