INDUSTRIA – Regione e Confindustria Piemonte rinnovano l’alleanza per sostenere la crescita in una fase geopolitica complessa. L’annuale vertice bilaterale ha rappresentato l’occasione per aggiornare gli impegni in vista del 2026, partendo dall’analisi dei risultati raggiunti sui 18 obiettivi del Piano industriale regionale.
Al tavolo, da una parte il presidente della Regione Alberto Cirio, il vicepresidente Elena Chiorino e gli assessori; dall’altra il presidente regionale di Confindustria Andrea Amalberto, otto presidenti delle associazioni territoriali, i rappresentanti dei Giovani Imprenditori e della Piccola Industria, sei presidenti dei gruppi di lavoro e Ance Piemonte.
Dopo una fase plenaria, gli incontri tra Giunta e imprese hanno definito le priorità operative per il 2026.
«Il confronto costante e la collaborazione con le categorie economiche, e con Confindustria in particolare, rappresentano per noi una priorità strategica per lavorare insieme per la crescita e lo sviluppo del Piemonte in un contesto internazionale complesso, all’interno del quale il nostro territorio sta affrontando la sfida della transizione industriale con buone prospettive di crescita in comparti come l’aerospazio, che sta accompagnando e compensando le difficoltà di altri ambiti industriali. È un percorso che oggi trova riscontro anche nei dati di crescita, il recupero di punti di Pil rispetto alle altre regioni del Nord Italia e sul lavoro: in Piemonte registriamo i livelli di disoccupazione più bassi degli ultimi 26 anni – ha poi dichiarato il presidente Cirio incontrando i giornalisti – Abbiamo fatto il punto su alcuni obiettivi, a partire da realizzazione delle grandi infrastrutture, sviluppo della logistica, innovazione, formazione e attrazione degli investimenti. Come Regione stiamo lavorando su una serie di provvedimenti, a partire dalla creazione di una Zona economica semplificata davvero efficace per alcune aree del Piemonte, con incentivi fiscali e sburocratizzazione: un’operazione che ho già condiviso con il Governo e con il ministro Urso. Inoltre, nella programmazione europea 2028-2034 attiveremo un fondo per la bonifica dei siti industriali dismessi in modo da renderli a disposizione del mercato e di chi vuole investire qui. A questo si aggiungono le nostre politiche energetiche, con le gare per le concessioni idroelettriche e la possibilità di avere quote di energia a prezzi calmierati a supporto del sistema produttivo e la semplificazione urbanistica».
Sulla stessa linea il presidente degli industriali piemontesi. «Con la Regione il nostro rapporto è stabile e produttivo, condividiamo quotidianamente proposte e progetti cercando di realizzarli coniugando obiettivi e ricadute, in una prospettiva di sviluppo stabile e duraturo – ha proseguito il presidente Amalberto – La giornata è una consuetudine decisiva per fare il punto sui prossimi passi, per valutare le tempistiche per completare gli interventi in essere, comprendere perché talune iniziative non hanno raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Lo scenario internazionale certamente non aiuta a programmare, dobbiamo però proseguire in questo impegno programmatico poiché vediamo segnali incoraggianti dalle nostre imprese, che hanno saputo in questi anni diversificare produzioni e raggiungere nuovi mercati. Attrattività e internazionalizzazione sono tra le chiavi del successo delle nostre imprese, sulle infrastrutture cogliamo segnali concretamente positivi così come sul capitale umano e sul turismo. C’è invece molto da fare sul tema della semplificazione normativa, a cominciare dai temi ambientali, sul tema dell’energia e della doppia transizione. Siamo al fianco della Regione per proseguire questa collaborazione attiva e costante, un gioco di squadra efficiente fatto di proposte che generano risposte concrete».
Tra le priorità condivise emerge la volontà di rafforzare l’attrattività del territorio piemontese. La Regione punta ad attivare, in particolare nel Torinese e nel Basso Alessandrino, una Zona economica semplificata capace di garantire reali benefici fiscali, credito d’imposta, procedure rapide e meno burocrazia. Tema già portato anche in audizione alla Commissione Industria del Senato.
Sempre sul fronte investimenti, si lavora all’istituzione, nella programmazione europea 2028-2034, di un fondo per la bonifica dei siti industriali dismessi, considerato una leva strategica per il rilancio produttivo.
Capitolo energia: il Piemonte, prima Regione in Italia, ha approvato una legge che consente la messa a gara delle concessioni idroelettriche, prevedendo la possibilità di energia a prezzi calmierati per categorie fragili e aziende. Nelle scorse settimane è partita la prima manifestazione di interesse rivolta agli operatori, mentre nei prossimi giorni saranno aperte le buste.
Confindustria ha inoltre illustrato i dettagli del proprio Piano Industriale del Piemonte, articolato in dieci obiettivi verticali e otto trasversali. Dall’automotive e mobilità sostenibile, per cui si chiede un’azione forte sulla neutralità tecnologica e un maggiore coinvolgimento delle case produttrici, all’agroalimentare, con attenzione alla programmazione CSR 2023-2027; dall’aerospazio, con la richiesta di promuovere in Italia il Centro ASI, alle scienze della vita, dove si sollecitano politiche selettive sulle eccellenze e un collegamento sistematico tra grandi opere sanitarie e imprese, in particolare nelle Città della Salute di Torino e Novara.
Focus anche su costruzioni, caro materiali, dissesto idrogeologico, direttiva Case Green e bonifiche; turismo industrialee necessità di definire il Piano strategico regionale, da integrare in un ambito macroregionale con Liguria e Valle d’Aosta; energia e ambiente, dove si chiede equilibrio tra obiettivi ambientali e sostenibilità economica.
Infine il tema del capitale umano: le Accademie di Filiera vengono confermate come strumento formativo da rafforzare, insieme a progetti di orientamento efficaci. In un contesto di bassa natalità, si sottolinea la necessità di percorsi innovativi per garantire competenze adeguate e una gestione strutturata della componente migratoria.
Redazione
