INDUSTRIA – Si è svolto lunedì 23 febbraio, nella Sala Ferrero, il convegno “Leggere il rischio, comprendere le regole”, promosso da Confindustria Cuneo per presentare alle imprese associate un nuovo strumento operativo di autovalutazione in materia di conformità normativa: “Check Legale”, realizzato con il contributo della Camera di commercio di Cuneo.
Al centro dell’incontro una nuova consapevolezza: la compliance non è più un adempimento da temere, ma uno strumento da governare. Per anni percepita prevalentemente in chiave sanzionatoria, oggi rappresenta un elemento centrale nella gestione d’impresa, un sistema strutturato di governo del rischio capace di prevenire criticità e garantire continuità operativa. Non un insieme di meri obblighi formali, ma un processo organizzato che richiede strumenti adeguati, procedure chiare e una visione integrata.
A ribadirlo è stato Ciro Santoriello, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Cuneo: «Il filo conduttore è l’organizzazione». Un’impresa dotata di un modello organizzativo adeguato difficilmente incorre in condanne. Formazione, controlli interni e sistema sanzionatorio aziendale non sono formalismi, ma pilastri essenziali dell’assetto societario.
Fare compliance significa individuare le aree maggiormente esposte, verificare l’efficacia dei presidi adottati e intervenire per ridurre la probabilità che un rischio si traduca in sanzioni, contenziosi, danni reputazionali o blocchi dell’attività. Negli ultimi anni è cresciuta anche l’esigenza di dimostrare concretamente l’adeguatezza degli assetti organizzativi rispetto ai rischi effettivi: non basta essere conformi, occorre poterlo provare con modelli, procedure e controlli coerenti con dimensione e complessità aziendale.
«Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: la compliance non è più il “regno dell’incertezza”, ma può diventare una leva di competitività. Trasformarla da obbligo formale a scelta strategica significa investire in organizzazione, consapevolezza e prevenzione, costruendo assetti solidi capaci di sostenere sviluppo, reputazione e continuità nel tempo», ha commentato Giacomo Tassone, responsabile del Servizio Legale e Normativa d’Impresa.
Da questa impostazione nasce “Check Legale”, illustrato da Giulia Tiberi del Servizio Legale e Normativa d’Impresa di Confindustria Cuneo: un questionario di autovalutazione pensato per consentire alle aziende di misurare il proprio livello di esposizione ai rischi normativi.
Il tool, messo gratuitamente a disposizione delle imprese associate, si articola in quattro moduli autonomi — responsabilità amministrativa degli enti 231; privacy; cybersecurity; adeguati assetti organizzativi e indici di crisi — permettendo un’analisi mirata dei diversi ambiti della conformità.
L’iniziativa punta a supportare in modo concreto soprattutto le Pmi, che necessitano di strumenti pratici per orientarsi tra norme e responsabilità. Il questionario, composto da domande fondate su altrettanti punti di controllo tra fonti normative e principi di autodisciplina, genera un report “riservato”, corredato da una rappresentazione grafica e da un commento tecnico condiviso con gli esperti del servizio legale dell’associazione. Non una diagnosi definitiva, ma una “bussola” per costruire strategie efficaci di mitigazione del rischio, in un’ottica di prevenzione e miglioramento continuo.
Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti anche i professionisti coinvolti nella redazione dello strumento. Mariagrazia Pellerino, avvocata penalista in Torino e OdV 231, ha parlato di «esercizio di consapevolezza»: il nodo centrale non è soltanto valutare il rischio, ma prenderne piena coscienza. Pur non configurandosi come uno strumento di precisione tecnica, il tool offre una visione integrata, evidenziando come molte misure preventive abbiano carattere trasversale.
Tra i temi affrontati, anche la cybersecurity e la direttiva Nis2. Mauro Alovisio, docente a contratto dell’Università degli Studi di Torino, ha sottolineato come la vera sfida sia «uscire dalla zona di comfort»: investire in sicurezza non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma una scelta strategica per tutelare competitività e reputazione. Sulla stessa linea Rudy Caltagirone, che ha chiarito: «la cybersicurezza non coincide con l’informatica». La NIS — Network and Information Security — richiama infatti un approccio sistemico che coinvolge organizzazione, processi e cultura aziendale.
Dal punto di vista economico, Raffaello Ascensionato Carnà, dottore commercialista di Carnà & Partners, ha evidenziato l’importanza della semplicità e della fruibilità: «lo sforzo è stato quello di costruire uno strumento agile, capace di riportare l’impresa al centro e di rendere le norme funzionali al raggiungimento degli obiettivi di business».
In chiusura Antonio Matonti, direttore dell’Area Affari Legislativi di Confindustria, ha rimarcato il valore strategico dell’autoanalisi: «prevenire significa rafforzare efficacia ed efficienza aziendale». “Check Legale” si configura così come un unicum nel panorama associativo, consolidando il ruolo di Confindustria Cuneo quale promotore di legalità e partner attivo nella crescita delle imprese.
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