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Fauna selvatica, Cia Cuneo: prevenire i danni

Bando regionale in scadenza il 31 marzo. Bozzolo: riformare gli indennizzi

Fauna selvatica, Cia Cuneo: prevenire i danni
Marco Bozzolo, presidente Cia Cuneo

AGRICOLTURA – Approfittare delle opportunità offerte dal bando della Regione Piemonte, in scadenza il prossimo 31 marzo 2026, per rafforzare la prevenzione e migliorare la convivenza tra agricoltura, allevamenti e animali selvatici.

È l’appello lanciato dal presidente provinciale di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo, Marco Bozzolo, che invita le aziende agricole del territorio a valutare con attenzione la misura regionale dedicata agli interventi di difesa dalla fauna selvatica.

«Si tratta di un bando che offre opportunità concrete e interessanti per migliorare la coesistenza tra attività agricole e fauna selvatica – dichiara Bozzolo – e che va nella direzione giusta, cioè quella della tutela preventiva, riducendo il ricorso agli indennizzi per le predazioni».

Un sistema, quello basato sugli indennizzi, che secondo il presidente provinciale mostra limiti evidenti: «Oggi ci troviamo di fronte a un meccanismo poco efficiente, gravato da ritardi e appesantimenti burocratici che spesso scoraggiano gli agricoltori dal presentare domanda. In molti casi si rinuncia perfino a denunciare i danni subiti, con il risultato di falsare anche le statistiche sulle predazioni, che appaiono inferiori alla realtà».

Per questo Bozzolo auspica una revisione profonda: «Il sistema del risarcimento non tiene conto del valore del lavoro agricolo e dei mancati guadagni causati dagli attacchi della fauna selvatica. È necessario riformarlo in modo radicale; parallelamente serve incentivare con decisione la prevenzione».

Il bando regionale, in scadenza a fine marzo, concede sostegni particolarmente rilevanti, con finanziamento al 100% delle spese ammissibili sotto forma di contributo in conto capitale.

Tra le spese ammesse rientrano la realizzazione di recinzioni fisse o mobili, anche elettrificate, per la protezione degli animali durante il ricovero notturno; la costruzione di micro-unità abitative per il personale addetto alla custodia degli animali al pascolo; l’acquisto di cani da guardiania; l’installazione di sistemi di dissuasione acustici o luminosi contro le intrusioni della fauna selvatica.

La spesa minima ammissibile è pari a 500 euro per beneficiario, mentre quella massima raggiunge i 20.000 euro per ciascuna operazione di investimento; ogni soggetto può presentare una sola domanda di aiuto. Possono accedere agricoltori singoli o associati, consorzi di scopo, altri gestori del territorio pubblici o privati e soggetti collettivi, inclusi i beneficiari di interventi di cooperazione che comprendano soggetti in possesso dei requisiti richiesti.

«Invitiamo le aziende agricole a cogliere questa occasione – conclude Bozzolo – perché investire oggi nella prevenzione significa ridurre i conflitti, proteggere il lavoro degli allevatori e costruire un equilibrio più sostenibile tra attività produttive e presenza della fauna selvatica sul territorio».

Redazione

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