di Maria Grazia Olivero
IL CAMMINO – Un nuovo cammino sta prendendo forma in questi mesi, con l’intento di condurre pellegrini, sportivi e amanti della natura dalle Langhe a Finale Ligure. Si tratta di un progetto che punta a valorizzare il territorio attraverso un’esperienza lenta e consapevole, capace di unire ambiente, cultura e spiritualità lungo le antiche vie di transito tra il Sud del Piemonte e la Liguria.
Il percorso è inedito, ispirato alla figura di Maria Maddalena, e intende toccare per tappe chiese e cappelle a lei dedicate, partendo da Alba. Qui sorge infatti, a metà di via Maestra, l’edificio datato al Tredicesimo secolo ma ricostruito in stile barocco da Bernardo Vittone tra il 1732 e il 1749, in cui giacevano fino a pochi anni addietro le spoglie di Margherita di Savoia.
Il progetto
Per questo, anche nella città delle cento torri si lavora – su progetto e stimolo dell’associazione del Monregalese Blu genziana – per accogliere la partenza del cammino, un percorso che nasce slow, come direbbe Carlo Petrini, che proprio nella vicina Bra ha inventato quarant’anni fa Slow food. Il Comune guidato da Alberto Gatto ha patrocinato l’iniziativa ed Elio Sabena, di Trekking in Langa, ha assicurato l’impegno a individuare i tratti migliori per camminatori, amanti delle due ruote e anche appassionati di turismo equestre.

Del resto, c’è fermento pure all’altro capo del tragitto, a Finale Ligure, dove la chiesa barocca intitolata a Maria Maddalena è un importante luogo di culto che celebra la santa come testimone della Risurrezione, mentre gli amanti del trekking non mancano di marcare le aspettative.
Enrica Noceto è la presidente di Blu genziana, associazione culturale attiva da oltre vent’anni nella valorizzazione del territorio e della memoria sulle montagne del Monregalese. Spiega Noceto: «Il nuovo percorso esperienziale, che si sta preparando per attraversare colline, borghi e montagne fino al mare, non è solo un itinerario fisico, ma un progetto che mette al centro rispetto, attenzione ai luoghi, alle persone e a sé stessi. Ogni passo lungo il cammino può diventare occasione di ascolto, incontro e di vera crescita personale, perché il vero valore è già nel viaggio».
Valori preziosi
Prosegue Noceto: «Il cammino prende ispirazione dalla figura di Maria Maddalena, simbolo di forza, coraggio e trasformazione. La storia di questa donna, intrecciata tra spiritualità, autonomia e attenzione al prossimo, diventerà guida per chi percorrerà il sentiero, invitando a vivere il viaggio con rispetto e apertura. Il nostro progetto nasce in stretta collaborazione con i Comuni e gli enti pubblici del territorio, con l’obiettivo di valorizzare natura, cultura e comunità locali: la partecipazione garantirà che ogni tappa sia accogliente e viva, trasformando il cammino in un’esperienza condivisa e autentica».

Nelle prossime settimane, ai Vernagli, una frazione di Montaldo Mondovì nelle adiacenze di Roburent, sede di Blu genziana, saranno presentati i primi dettagli e le iniziative, aperti ai suggerimenti di cittadini, visitatori, associazioni. Non è un caso che proprio su quelle montagne si trovi una suggestiva cappella intitolata a Maria Maddalena. Di antichissime origini, l’edificio – che ospita una rassegna permanente di opere dedicate alla santa, realizzate da artiste contemporanee – si trova su una delle vie “marenche” che collegano il Monregalese al mare: su quel tracciato viaggiarono un tempo commercianti, pellegrini, pastori, militari e briganti.
Tanto da scoprire
Aggiunge il vicepresidente dell’associazione Blu genziana, Paolo Bertolino: «Il Cammino della Maddalena è un percorso che si propone di unire le Langhe al mare e viceversa, attraversando paesaggi peculiari. L’estrema variabilità della morfologia del territorio permetterà di rendersi conto – camminando o scegliendo di utilizzare la bicicletta o il cavallo – di quanto clima, flora, fauna, socialità, gastronomia, cultura e storia abbiano inciso in maniera differente sui luoghi. Il percorso, diviso per tappe, si snoderà sui crinali o in aree panoramiche, passando dalle colline albesi alle montagne monregalesi, per inerpicarsi fino ai duemila metri di altitudine e poi scendere al mare verso Finale Ligure».
Le cappelle dedicate a Maria Maddalena saranno il principale riferimento, ma sul cammino si potranno incontrare anche, tanto per citare, la chiesa campestre di San Fiorenzo di Bastia Mondovì, che conserva il ciclo affrescato del Quindicesimo secolo più esteso del Piemonte, e il potente santuario-basilica di Vicoforte Mondovì, dedicato alla natività di Maria Santissima, con la cupola ellittica più grande al mondo.
Solo nella Granda, come afferma Maria Bramardi nel volume Maria la Maddalena in provincia di Cuneo, edito da Primalpe nel 2024, alla “apostola degli apostoli”, come fu definita, sono oggi dedicati 103 edifici, tra chiese e cappelle, appena un «numero indicativo rispetto a quelli realmente esistenti, poiché non tiene conto di alcuni edifici privati o minori». Oltre alla bella chiesa di Alba, il volume racconta anche gli edifici di Castelrotto di Guarene, Bossolasco, Murazzano, Sanfrè, Fossano e Lequio Tanaro.

