di Lino Ferrero
BRA – A volte, per rendere indimenticabile una serata, non servono effetti speciali o grandi discorsi formali. Al Rotary club Bra, è bastato un foglio di carta tra le mani e il coraggio di dare voce alle emozioni. L’ultima conviviale del club si è trasformata in un mosaico di parole e sentimenti, dove ogni socio e ospite è diventato protagonista di un racconto collettivo attraverso la poesia.

L’atmosfera si è fatta subito intima e sospesa. Il silenzio in sala non era quello della cortesia, ma quello dell’ascolto vero. I temi toccati sono stati lo specchio della vita.
Il ricordo: momenti di profonda commozione hanno accompagnato la dedica a un papà scomparso da pochi mesi. La poesia è diventata un ponte per accorciare le distanze, trasformando il lutto in un ricordo luminoso e condiviso.
L’inno alla vita: non è mancato lo sguardo verso la gioia. Tra un verso e l’altro, è emerso un prepotente grazie alla bellezza dell’esistenza. Particolarmente apprezzati i passaggi dedicati alla gratitudine, come nei versi di Ada Amerini, capaci di toccare le corde più profonde della resilienza e dell’amore per il quotidiano.

La forza dell’evento è stata proprio la sua semplicità. In un mondo che corre veloce, fermarsi a leggere e ascoltare versi è un atto rivoluzionario. Non è stata una gara di dizione, ma uno scambio autentico: ogni partecipante ha portato un pezzetto della propria anima, rendendo la serata piacevole, fluida e, soprattutto, umana.
Il Rotary è servizio, ma è anche amicizia e cultura. Scegliere la poesia significa scegliere un linguaggio universale che abbatte le barriere. Come emerso durante la serata, i versi letti non erano solo parole stampate, ma strumenti per riflettere, sorridere e, in alcuni momenti, ritrovarsi negli occhi dell’altro.
