TORINO – «L’Assessora Elena Chiorino deve dimettersi. E non “a metà”, come fatto finora, lasciando solo la carica di vice presidente. Lo ribadiamo oggi, con ancora maggiore convinzione, a seguito delle notizie di stampa sull’apertura di un’indagine della procura di Roma a carico di Mauro e Miriam Caroccia. L’ipotesi degli inquirenti è che la società “Le 5 forchette Srl” – di cui detenevano quote anche gli esponenti di Fratelli d’Italia Delmastro, Chiorino e Zappalà – fosse uno strumento di riciclaggio del denaro sporco proveniente dalle attività illecite del clan Senese», lo dicono, con una nota, Sarah Disabato, Umberto Unia e Pasquale Coluccio, consiglieri regionali del Movimento 5 stelle.
Il Pd ha annunciato un presidio
C’è attesa per domani, 31 marzo. Il presidente Davide Nicco ha convocato il Consiglio regionale dalle 10 alle 18, con all’ordine del giorno la mozione di sfiducia all’assessore Elena Chiorino. Il Pd Piemonte ha annunciato un presidio sotto la sede del Consiglio, a Torino, per chiedere le dimissioni di Chiorino, a partire dalle 9.30. Hanno scritto sui loro canali: «Facciamoci sentire! Se non sarà l’assessore a dimettersi, dovrà essere il Presidente a revocare le deleghe. Ne va del rispetto verso tutti i piemontesi».
Le mosse della maggioranza
Fino a questo momento Cirio ha sostenuto l’ex vicepresidente Chiorino, che mantiene le altre sue deleghe. Da ciò che è trapelato, oggi l’albese avrebbe convocato nel grattacielo della Regione la sua maggioranza, per capire come muoversi. L’affare è complicato e, se si considera la disfatta del referendum (Cirio era un convinto sostenitore del sì), il momento lo è altrettanto.
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