di Lino Ferrero
BRA – Domenica 12 aprile la comunità ortodossa di Bra celebrerà la Pasqua, il momento più importante e significativo dell’anno liturgico. Una ricorrenza che racchiude il cuore della fede cristiana: la Risurrezione di Cristo, segno di speranza, rinascita e vita nuova.
Come noto, la Pasqua ortodossa viene calcolata secondo il calendario giuliano e per questo spesso non coincide con quella cattolica. Ma al di là delle date, ciò che accomuna i fedeli è il significato profondo della festa, vissuta con intensa partecipazione spirituale.
Anche a Bra questa celebrazione rappresenta da tempo un appuntamento sentito, capace di coinvolgere non solo i fedeli ortodossi ma l’intera comunità locale. È questo un momento, oltre che un’occasione preziosa di incontro tra culture, che sottolinea il valore dell’integrazione e della condivisione intorno al Signore Gesù, che unisce tutti i cristiani.
La parrocchia ortodossa braidese, dedicata a Santa Caterina di Alessandria e situata nell’ex chiesa di San Rocco, si prepara dunque a vivere giorni di grande intensità. A raccontare il significato di queste celebrazioni è il parroco, padre Vasile Doroftei:
«Per quanto riguarda il programma, sabato sera celebreremo la Veglia Pasquale, il momento più importante e solenne dell’anno liturgico, in cui festeggiamo la Risurrezione del Signore, con la benedizione della luce, del cero pasquale e la proclamazione del Vangelo della Risurrezione, seguita dalla Divina Liturgia con la partecipazione della comunità. La nostra è una comunità che vive intensamente questo momento, preparandosi con il digiuno e la preghiera, e la celebrazione pasquale rappresenta davvero il cuore della fede».
La Veglia pasquale, celebrata nella notte tra sabato e domenica, è infatti il momento più suggestivo: i fedeli si riuniscono con le candele accese, in un’atmosfera raccolta e carica di emozione, fino all’annuncio della Risurrezione, accolto con gioia e partecipazione.
Le celebrazioni proseguiranno poi domenica con un momento particolare della tradizione ortodossa, conosciuto come “seconda Risurrezione”. Si tratta di un Vespro speciale celebrato solitamente a mezzogiorno, che rinnova la gioia della Pasqua. Durante questa funzione, il Vangelo viene proclamato in più lingue, un gesto altamente simbolico che richiama l’universalità del messaggio cristiano e la sua capacità di parlare a tutti i popoli.
Un aspetto particolarmente significativo della realtà braidese è la forte collaborazione e il clima di fraternità che si è costruito nel tempo tra la comunità ortodossa e quella cattolica. Non si tratta solo di una convivenza pacifica, ma di un vero cammino condiviso fatto di rispetto, dialogo e preghiera reciproca. I fedeli cattolici e ortodossi, pur nelle loro diverse tradizioni, si sostengono spiritualmente, riconoscendosi uniti nella stessa fede in Cristo.
La Pasqua diventa così anche un segno concreto di unità: una festa che, pur celebrata con riti diversi, parla lo stesso linguaggio di speranza e amore. In una realtà come quella di Bra, questa comunione vissuta ogni giorno rappresenta un esempio prezioso di integrazione autentica, capace di costruire ponti e rafforzare il tessuto umano e spirituale della città.
La Pasqua ortodossa si conferma quindi non solo come una ricorrenza religiosa, ma come un momento di incontro, apertura e condivisione. Una festa che unisce tradizione e presente, fede e comunità, mantenendo vivo un messaggio universale che continua a parlare al cuore di tutti.
