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Tre ex calciatori del Bra devono rispondere di violenza di gruppo. La denuncia di una studentessa e il commento della società

I fatti risalgono alla sera del 30 maggio scorso, negli ultimi giorni della stagione calcistica che aveva visto la squadra cuneese, all'epoca militante in serie D, conquistare una storica promozione in C. L’Ac Bra apprende con assoluto stupore il contenuto delle notizie oggi pubblicate su alcuni organi di informazione, che vedono protagonisti tre ex tesserati

calcio pallone

BRA – Tre ex giocatori del Bra sono accusati di violenza sessuale di gruppo, uno anche di revenge porn, ai danni di una ragazza.

Lo rivela La Stampa, ripercorrendo le tappe di un’inchiesta che la procura di Asti ha condotto dopo la denuncia di una studentessa universitaria. L’Ansa ha potuto verificare le accuse rivolte ai tre calciatori. In fase di indagine, la giovane è finita in ospedale più volte per aver tentato il suicidio. Al momento è in cura, dopo aver interrotto per qualche mese gli studi.

Le difese degli ex calciatori sostengono l’assoluta mancanza di responsabilità penale dei loro assistiti. I fatti risalgono alla sera del 30 maggio scorso, negli ultimi giorni della stagione calcistica che aveva visto la squadra cuneese, all’epoca militante in serie D, conquistare una storica promozione in C.

Gli indagati

Sono indagati Fausto Perseu, di 23 anni, romano, oggi nella rosa del Giulianova, Alessio Rosa, di 22 anni, di Tivoli (Roma), in forza al Ligorna (accusato anche di diffusione illecita di immagini sessuali) e Christ Jesus Mawete (20), di Mondovì (Cuneo), il quale ora milita nel Livorno.

La giovane, conoscente di un altro calciatore del Bra non coinvolto nell’inchiesta, racconta di essere stata avvicinata durante una serata mentre era in compagnia di amiche. Dopo aver accettato l’invito di Perseu, nell’alloggio che il calciatore condivideva con altri compagni di squadra, sarebbe stata raggiunta dagli altri due uomini.

Il capo di imputazione

Nel capo d’imputazione si menziona la circostanza che la ragazza fosse in quel momento in condizioni di «inferiorità fisica e psichica», per via della giovane età e dello stato di ubriachezza. A dare l’allarme era stata un’amica che, non avendo sue notizie, aveva avvisato altri calciatori e minacciato di chiamare i Carabinieri. Nell’incidente probatorio la studentessa ha confermato le accuse di violenza, ma le difese respingono ogni addebito.

Un video, girato da uno dei ragazzi, ritrae alcuni passaggi: «Spero che tu non vada a dire che ti ho costretta a salire», dice uno dei calciatori. «Non dico nulla», risponde lei, che il giorno dopo sporge denuncia. Rosa, secondo la procura, avrebbe realizzato video e foto degli atti sessuali di quella sera, inviandoli nella chat We are champs. Ieri le difese dei tre calciatori hanno formalizzato le richieste di rito abbreviato

Ansa

Il commento dell’Associazione calcio Bra 

L’Associazione calcio Bra apprende con assoluto stupore il contenuto delle notizie oggi pubblicate su alcuni organi di informazione, che vedono protagonisti tre ex tesserati.

Nel rispetto dei principi di presunzione e di innocenza e con piena fiducia nella Magistratura, l’Ac Bra si astiene da qualsiasi commento e giudizio sui fatti riportati, prendendo le distanze da ogni condotta e da episodi riferiti alla sfera privata delle persone coinvolte che, se accertati, meritano la più ferma condanna.

La Società, a tutela della propria immagine, reputazione e onorabilità, si riserva ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti, ribadendo il proprio impegno nel promuovere i valori dello sport, del rispetto e della legalità.

Si precisa, infine, che il presente comunicato viene diffuso al solo fine di informare l’opinione pubblica e di tutelare la reputazione dell’Ac Bra, assolutamente estranea alla vicenda, senza alcuna intenzione di anticipare giudizi o attribuire responsabilità che saranno accertate nelle opportune sedi.

c.s.

La ferma condanna del sindaco Gianni Fogliato

BRA – Esprime una ferma condanna dei fatti il primo cittadino di Bra, Gianni Fogliato, che dice: «A none mio personale, dell’intera Amministrazione e della città, intendo condannare fermamente il gesto compiuto da questi calciatori, sottolineando che è di una gravità inaudita0».

E aggiunge: «Esprimo vicinanza alla giovane vittima di questi atleti, che oggi non giocano più nella nostra squadra, auspicando che la Magistratura faccia le sue indagini e arrivi a condannare i colpevoli». Sulla ricaduta dell’episodio, a livello cittadino, conclude: «Bra ha sempre dimostrato di essere una città etica. Sono molte le associazioni che lavorano sulle tematiche della valorizzazione e difesa della donna e siamo convinti che un simile episodio non vada ad inficiare il clima di rispetto e di attenzione verso tutti i concittadini, che cerchiamo di mantenere costantemente».

Valter Manzone

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