Pensiero per domenica / La fede nel Risorto nasce allo spezzare del pane

PENSIERO PER DOMENICA – TERZA DI PASQUA – 19 APRILE

Le domeniche di Pasqua raccontano il cammino di fede della prima comunità: dai primi discepoli fino alle comunità del tempo di Luca, mezzo secolo di vita cristiana! Le catechesi di Pietro, negli Atti degli apostoli (2,14-33) sono una ricostruzione di Luca, che organizza le memorie delle comunità sul modello storiografico di Tucidide: «Ogni personaggio parla così come sembrava a me che dovesse parlare!». L’efficacia della narrazione è rafforzata da vicende come quella dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35).

Pensiero per domenica / La fede nel Risorto nasce allo spezzare del pane
La cena di Emmaus, dipinto su tela del 1642, di Rembrandt (1606-1669). Parigi, museo Louvre.

La fede nella risurrezione ha richiesto tempo. Non a caso, nelle prime due domeniche di Pasqua siamo chiamati a confrontarci con i dubbi di Tommaso e con la delusione e la fuga dei due discepoli di Emmaus. Il sogno messianico – la liberazione di Israele! – che essi avevano coltivato non si era realizzato! La vicenda terrena di Gesù si era chiusa con un fallimento totale. Le prime notizie relative alla scoperta del sepolcro vuoto aprivano scenari talmente inverosimili che stentavano a farsi strada anche nei discepoli. L’unico dato certo era che «Lui non l’hanno visto».

La Scrittura aiuta a leggere la storia di Gesù. Sia nel discorso di Pietro sia nelle parole del misterioso compagno di viaggio dei due discepoli, è centrale l’ascolto-rilettura della Scrittura. Peccato che non abbiamo la spiegazione della storia della salvezza fatta da Gesù ai due discepoli! Certo non fu una “predica” noiosa, anzi la sua compagnia dovette essere così affascinante da indurre i due a invitarlo a cena, per prolungare il dialogo! Anche il nostro cammino pasquale di fede non può fare a meno della Bibbia, letta e sapientemente spiegata. La spiegazione della Bibbia che fa “ardere il cuore” è l’alimento della fede, il contesto in cui essa può nascere. Poi lo spezzare il pane “dà la scossa”.

Il semplice gesto di “spezzare il pane”, che rivela ai due discepoli l’identità del misterioso compagno di viaggio, apre due scenari interpretativi: che si trattasse di un gesto abituale e caratteristico all’interno del gruppo dei seguaci di Gesù o che Cleopa e l’altro discepolo fossero presenti nel Cenacolo. Tra l’altro, oggi molti esegeti ipotizzano che il discepolo innominato fosse in realtà una donna e che quindi i due discepoli di Emmaus fossero una coppia! Quello che conta è che la partecipazione al rito eucaristico – non importa se celebrato al tavolo di una taverna (come nel dipinto di Caravaggio) o nell’intimità di una casa; certo non in un luogo sacro – fa nascere la fede nel Risorto. Può capitare anche a noi.

Lidia e Battista Galvagno

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