di Beppe Malò
ALBA – Alba vanta una lunga e proficua presenza missionaria accanto alle realtà operanti in Africa per dare aiuto a popolazioni alle prese con la negazione di diritti fondamentali come il cibo e l’assistenza sanitaria. La mente corre, in un contesto tra umanità e ricordo, all’impegno di don Paolo Tablino a Marsabit, nel nord del Kenya; al lavoro svolto dal dottor Salvino Camera per dare supporto all’ospedale di Wamba e all’instancabile Severino Marcato, formidabile operatore della solidarietà attivo in Uganda e in Burkina Faso.

Un legame che si consoliderà giovedì 14 maggio, quando dalle 21, in Sala Riolfo, Alba darà il benvenuto a padre Jack Wainaina Ndjrangu, presidente del Catholic hospital di North Kinangop, negli altipiani del Kenya.
La serata è stata organizzata dall’associazione Amici di Kinangop Odv di cui è presidente Bruno Frea, che ogni anno svolge tre turni di lavoro nelle sale chirurgiche dell’ospedale. «Sarà l’occasione per presentare alla città il lavoro svolto dall’associazione in quello che è diventato, a tutti gli effetti, il secondo ospedale del Kenya capace di dare assistenza a 350mila persone erogando cure e prestazioni sanitarie anche a chi non potrebbe sostenere i costi della sanità privata», spiega Maurizio Marello, a cui abbiamo posto alcune domande.
Marello, come racconta la sua esperienza a Kinangop?
«L’incontro con la comunità locale, con l’ospedale, con don Sandro Borsa il sacerdote che ha perseguito e realizzato un’utopia, con i volontari che giungono dal Piemonte e da Alba per lavorare con l’urologo Bruno Frea in sala operatoria e negli ambulatori, è stato un evento straordinario. Uno di quelli che lasciano un segno profondissimo nella vita delle persone. Don Sandro ha creato un modello di sostenibilità che è in grado di consentire l’attività dell’ospedale, dei servizi sanitari, di due scuole per infermieri professionali, di ambulatori di alta specializzazione, di tre sale operatorie e di una struttura che è punto di riferimento per una comunità di quasi 400mila persone. Attorno ruotano diverse attività: dall’agricoltura all’allevamento, poi c’è una falegnameria , un’officina, una panetteria, un’attività di lavorazione di materiali lapidei fino alla coltivazione di piante da legno. Tutte insieme creano il presupposto finanziario per le attività svolte dall’ospedale e quattrocento posti di lavoro».
Di cosa parlerà padre Jack nel corso della serata?
«Sono sicuro che porterà la testimonianza del grande progetto che don Sandro sta realizzando: la creazione di un centro trasfusionale e di una banca del sangue. Si tratta di strutture che daranno ulteriore impulso all’attività del Catholic hospital di North Kinangop specialmente nell’ambito chirurgico».
Qual è, in questo contesto, il ruolo svolto dall’associazione Amici di Kinangop?
«L’associazione progetta e svolge attività a supporto dell’ospedale e quindi della comunità locale. In questo momento siamo attivi per la raccolta di fondi che aiuteranno nella realizzazione del progetto del centro trasfusionale. Abbiamo già messo a disposizione 70mila euro donati da Alba, dal territorio e dagli amici dell’associazione. L’obiettivo è stato fissato a 100-120mila euro per la realizzazione della struttura e dei locali. Nel corso della sua visita a gennaio, il presidente Alberto Cirio ha espresso la volontà che anche la Regione possa fare la sua parte a favore di questo progetto».
