ALBA – L’Amministrazione albese è al lavoro per programmare la realizzazione degli eventi e dei contenuti indicati nel dossier che ha permesso ad Alba – con Langhe, Roero e Monferrato – di essere scelta come capitale dell’arte contemporanea per il 2027. Una premessa fondamentale è la messa a punto di un sistema di governance in grado di gestire tutto l’impianto. Se ne è parlato durante la quarta Commissione consiliare della scorsa settimana.
Diversi organismi e ruoli
Come ha precisato in apertura l’assessora alla cultura Caterina Pasini, «rispetto alla prima delibera di marzo, il modello è stato integrato ed era necessario un aggiornamento». Il sistema approvato sarà strutturato in questo modo: al primo posto ci sarà la Giunta comunale, in quanto organo esecutivo, che avrà la responsabilità di approvare i programmi da attuare e controllare la tempestiva realizzazione dei punti previsti dal dossier di candidatura.
A suo supporto, opererà un comitato istituzionale presieduto dal sindaco e di cui faranno parte l’assessora al turismo, oltre a sei rappresentanti del Consiglio comunale equamente ripartiti tra maggioranza e minoranza. Si tratta di: Fabio Ambrogio, Carlotta Boffa, Stefania Manassero, Fabio Tripaldi, Emanuele Bolla e Domenico Boeri. Questo soggetto avrà funzioni di rappresentanza nel corso degli eventi previsti per il 2027.
Un ruolo molto importante spetterà poi al tavolo permanente dei partner territoriali: ne faranno parte 25 realtà – come associazioni e vari enti – che hanno dato sostegno al progetto di candidatura. Il suo ruolo sarà consultivo per quanto riguarda le linee attuative del dossier. Nell’ambito della governance è previsto il contributo dell’associazione Le fabbriche del vento per Alba capitale dell’arte contemporanea 2027, dal titolo del dossier stesso. È stata costituita il 22 gennaio scorso, con lo scopo di lavorare fianco a fianco con la città nello sviluppo delle tante iniziative. Infine, per fornire aiuto logistico, sarà attivo un gruppo intersettoriale di supporto, che agirà in collaborazione con il dirigente della Ripartizione cultura e turismo.
Questo sarà formato da diversi dipendenti comunali: Fabio Curti, dirigente della Ripartizione cultura e turismo, Chiara Maria Rozzo, Laura Clerico, Massimo Nardi, Gianluca Gioetti, Antonio Di Ciancia, Elisabetta Maccagno, Daniela Albano, Gabriele Bosio, Daniela Giordano, Sergio Barra, Gianluca Giachetti, Massimo Toppino, Paola Tassinari e Paolo Tosco.
Le critiche
È sul tavolo permanente dei partner territoriali che il consigliere Emanuele Bolla, in Commissione, ha chiesto chiarimenti. Secondo quanto annunciato, ne faranno parte: il sindaco Gatto, Marco Andriano (per Roddino), Biagio Conterno (per Bra), Patrizia Flora (per Canelli), Simone Manzone (per Guarene), Ivana Sarotto (per Neviglie), per poi seguire con i rappresentanti di diverse realtà locali: Axel Iberti, Cristina Borgogno, Riccardo Corino, Daniele Cazzato, Elena Torchio, Margherita Fenoglio, Francesco Cappello, Ilaria Menolascina, Luca Crosetto, Giuliano Viglione, Eleonora Marra, Alessandro Bottallo, Daniela Balestra, Ivano Rogati, Pierluigi Vaccaneo, Massimo Lampugnani, Charley Vezza, Luciano Scalise, Roberto Buongarzone, Serena Micca e Vilma Proglio.
Bolla ha chiesto: «Come sono state individuate le associazioni che costituiranno il tavolo? Me lo chiedo perché vedo l’assenza di alcune realtà che, a mio parere, potrebbero dare un contributo significativo. Ne cito due, ma potrei estendere il discorso a molte altre: la fondazione Radici e la Giostra delle cento torri». Pasini ha risposto: «Nella nostra città sono attive moltissime associazioni e sarebbe impossibile coinvolgerle tutte nel tavolo. Al momento sono state inserite quelle che, fin dalle prime fasi, hanno partecipato al percorso. Non escludiamo di certo che, passo dopo passo, possano entrarvi altre realtà. Lo stesso discorso vale per i progetti: valuteremo e decideremo insieme con chi proporrà un’idea per Alba capitale».
Per Bolla, in ogni caso, «si tratta di un ragionamento da affinare, dal momento che il dossier è stato scritto unilateralmente – e in modo ottimale di certo –, ma è mai stato fatto un bando pubblico».
