Il Rosario di maggio, una tradizione per un libro a favore di Sportabili

Il Rosario di maggio, una tradizione per un libro a favore di Sportabili
A Barolo il Rosario è stato recitato in frazione Aie Sottane.

BAROLO-MONFORTE Il mese di maggio continua a custodire nelle Langhe una delle tradizioni religiose e comunitarie più sentite: la recita del Rosario davanti ai piloni votivi, alle cappelle e alle piccole chiese di frazione dedicate alla Madonna. Un appuntamento che unisce fede, memoria e senso di comunità, tramandato di generazione in generazione e che ancora oggi richiama numerosi abitanti. A Barolo, nella frazione Aie Sottane, lunedì sera, un centinaio di persone si sono ritrovate davanti al pilone di San Rocco per la recita del Rosario. Erano presenti, tra gli altri, anche il sindaco e il vice.

L’incontro è stato anche l’occasione per presentare un libro di oltre duecento poesie di Franca Boschis, in un momento voluto dal marito,  Mario Moraglio, per ricordarne la figura attraverso parole e testimonianze di affetto. A ogni signora è  stato regalato un garofano dei poeti coltivato dal marito nel giardino di Franca. Il ricavato della pubblicazione sarà devoluto in beneficenza a Sportabili. La serata ha saputo unire spiritualità, ricordo e solidarietà, riportando al centro una tradizione che nelle campagne langarole ha rappresentato per decenni un momento importante di aggregazione sociale oltre che religiosa.

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In frazione Bussia di Monforte, ogni mercoledì del mese, gli abitanti si sono ritrovati alla cappella dell’Assunta per la recita del Rosario, mantenendo viva una consuetudine profondamente radicata. Fino agli anni Ottanta, infatti, nelle borgate e nelle cascine delle Langhe la partecipazione era pressoché totale: intere famiglie prendevano parte alle funzioni serali, adornando i piloni con fiori freschi e candele. In molte frazioni la statua lignea della Madonna, oggi custodita nelle parrocchiali, veniva esposta accanto ai piloni durante il mese mariano, trasformando questi piccoli luoghi di devozione in punti di ritrovo della comunità. Tradizioni semplici, ma cariche di significato, che ancora oggi riescono a resistere al passare del tempo e a raccontare l’identità più autentica delle Langhe, dove fede, memoria e vita quotidiana continuano a intrecciarsi attorno ai piccoli simboli della devozione popolare.

Pierangelo Vacchetto

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Alcuni partecipanti alla celebrazione di Bussia.
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