IL RETROSCENA Lorenzo Paglieri lascia il gruppo consigliare del Pd albese

I rapporti con l'Amministrazione albese sembravano tesi. L'avvocato parla di motivi personali e non politici

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Lorenzo Paglieri

ALBALa notizia è certa. L’avvocato Lorenzo Paglieri ha intenzione di lasciare il gruppo comunale del Partito democratico. Da ciò che è trapelato, avrebbe la volontà di creare un gruppo autonomo, molto probabilmente misto, che potrebbe accogliere anche altri consiglieri. A darne comunicazione è stato lo stesso Paglieri nel corso della conferenza dei capigruppo della scorsa settimana.

La situazione

Proviamo a fare il punto della situazione, che sarà formalizzata nel corso del Consiglio del 4 giugno. Paglieri si limita a precisare al nostro giornale che è una «scelta personale e non politica». La scelta non ha per oggetto l’uscita dal partito, ma solo il desiderio di proseguire il suo percorso come consigliere in modo autonomo rispetto al Pd. Nessuna conseguenza pertanto sui numeri della maggioranza Gatto, che Paglieri continuerà a sostenere. Effetti concreti, però, ce ne saranno.

Regolamento alla mano, sarà necessaria la costituzione di un nuovo gruppo e modificare la composizione delle Commissioni permanenti che, forse, dovranno essere ricostituite in modo completo a partire dalle presidenze. Tutto ciò avverrà solo nel Consiglio di fine luglio.

Gli antefatti

Come si è arrivati a questo punto? A chi segue la vita amministrativa cittadina, non è certo sfuggita un certa distanza, a volte persino freddezza, tra il civilista e i colleghi di maggioranza. Ma il casus belli non è certo la perfetta padronanza delle leggi, dei commi, delle note, delle sentenze che un legale esperto e appassionato come Paglieri maneggia con maestria e pure al buio. Il punto di non ritorno sarebbe stato valicato nel Consiglio di fine aprile quando l’avvocato chiese e ottenne l’annullamento di una delibera in base agli effetti di una sentenza della Corte suprema, in merito all’ammissione di uno stabile ai benefici previsti per chi avesse aderito alla manifestazione d’interesse per la riqualificazione e il riuso di edifici.

Il fatto non sarebbe stato apprezzato dai colleghi di maggioranza e in particolare dai componenti del gruppo Pd, che avrebbero affidato a una lettera il loro rammarico «perché sarebbe stato meglio condividere quell’informazione prima del Consiglio e non durante». Il resto è cronaca di questi giorni.

Commenta Luciano Giri, capogruppo del partito: «È probabile che il consigliere esprima in questo modo la sua necessità di disporre di una maggiore autonomia. Pur nella consapevolezza che appartenere a un gruppo implica la percezione di lavorare in coerenza con gli altri componenti, si tratta di una scelta personale e tutto deve essere ricondotto a questo ambito. Più avanti potrebbe essere la segreteria Pd di Alba a commentare formalmente la situazione».  

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