SALUTE – Ad Asti la cultura entra a pieno titolo tra gli strumenti di cura. Un biglietto per il teatro, una visita al museo o un pomeriggio in biblioteca potranno diventare parte di un percorso terapeutico rivolto ai giovani più fragili grazie al progetto di “prescrizione sociale” promosso dall’Asl di Asti.
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi al Festival Pavese e partirà a pieno regime dal 2027. Il programma è destinato a 274 giovani tra i 16 e i 25 anni con lievi disabilità cognitive che, al termine del percorso scolastico, rischiano di trovarsi in una situazione di isolamento sociale.
L’obiettivo dell’azienda sanitaria astigiana, guidata dal direttore generale Giovanni Gorgoni, è quello di costruire una rete tra servizi sanitari, mondo del volontariato, scuola e realtà culturali del territorio, creando percorsi di autonomia, inclusione e benessere attraverso l’arte e la partecipazione alla vita culturale.
Un ruolo centrale sarà affidato ai 60 infermieri di famiglia e di comunità già operativi sul territorio, che avranno il compito di accompagnare i ragazzi e indirizzarli verso le attività culturali più adatte alle loro esigenze, trasformando la partecipazione a eventi e iniziative in un vero e proprio strumento di supporto e crescita personale.
Redazione
