COMMERCIO – Inizieranno sabato 4 luglio in Piemonte i saldi estivi 2026, come prevede il calendario regionale. La durata complessiva sarà di otto settimane. La tendenza di quest’anno sembra essere all’insegna della prudenza. Le famiglie continuano a muoversi con attenzione, selezionando di più gli acquisti e cercando di rinunciare al superfluo. Abbigliamento, calzature e articoli per il tempo libero restano tra i comparti che vanno per la maggiore, ma con una spesa che appare più misurata rispetto al passato.
Per i saldi invernali, secondo Confcommercio, in media gli italiani hanno speso 140 euro complessivi, con un giro d’affari di quasi 5 miliardi. I pronostici per questa stagione estiva non differiscono particolarmente dalla scorsa. Un forte e atteso impulso agli acquisti potrebbe provenire dall’erogazione della quattordicesima mensilità, che quest’anno vedrà una percentuale crescente di lavoratori (circa il 21,7%) destinare una quota del proprio extra proprio agli acquisti, con ribassi nei negozi che di solito vanno dal 20 al 70 per cento. Dall’Associazione commercianti albesi, si dichiarano «moderatamente positivi», nonostante i soliti problemi con cui da decenni fa i conti il settore, basti pensare alle vendite on-line. Certo, comprare nei negozi fisici è un’altra esperienza. Alla base c’è la relazione diretta con il cliente, la qualità del servizio assistito e spesso un rapporto di fiducia costruito e consolidato nel tempo.
Lo sottolineano alcuni negozianti del centro storico di Alba, anche se «rispetto a qualche anno fa il mercato è profondamente cambiato, perché l’on-line propone offerte quasi continue, modificando radicalmente i tempi di acquisto», dicono alcuni. Difficile quindi aspettarsi corse all’acquisto, come magari avveniva in passato. «Ci aspettiamo un andamento piuttosto stabile, con clienti attenti ai prezzi, acquisti programmati e spesa distribuita nell’arco di diverse settimane, senza il boom dei primi giorni», aggiungono.
Nell’albese via Maestra – dove un grande aiuto arriva anche dal turismo –, come nel resto d’Italia, i saldi restano un fedele termometro dello stato di salute del commercio locale, in equilibrio tra consumi prudenti, nuove abitudini digitali e la necessità per i negozi di restare competitivi.
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