IN CONSIGLIO Il caso Crc-La Stampa approda anche nel Consiglio comunale albese

Il tema è stato sollevato durante il Consiglio comunale

Fondazione CRC: 56,6 milioni di euro per l’attività progettuale ed erogativa 2025

di Davide Barile

ALBADal primo giugno, tra i soci de La Stampa c’è pure la fondazione Crc, che ha acquisito il cinque per cento delle quote. La decisione ha sollevato diverse polemiche sull’opportunità dell’operazione. Tra coloro che di recente avevano espresso dissenso c’è stato Mariano Rabino e il fatto è stato portato all’attenzione del Consiglio comunale della scorsa settimana da Carlotta Boffa, capogruppo di Alba al centro. «Abbiamo appreso dai media locali e nazionali dell’operazione. La questione è già stata sollevata da diversi Consigli comunali, come a Cuneo, e vorrei sapere i motivi per i quali il sindaco non ha ritenuto opportuno informare l’Assemblea e le Commissioni. Chiedo poi se sia possibile ascoltare in audizione il presidente della fondazione Crc Mauro Gola ed eventualmente il vicepresidente sull’opportunità dell’operazione. Lo chiedo nel massimo rispetto dell’autonomia dei due enti coinvolti, considerando comunque che il grande patrimonio della fondazione trae origine dai risparmi delle comunità locali».

Alberto Gatto ha precisato: «Non sono stato certo coinvolto nella definizione dell’operazione che ha portato la fondazione Crc nella compagine del quotidiano. Sono stato informato, in maniera del tutto marginale e a decisione già assunta, dal presidente Gola in una breve conversazione telefonica. In pochi minuti, ho espresso con chiarezza le mie perplessità e i dubbi. Respingo quindi ogni indiscrezione o sospetto che possano far pensare a un mio assenso, anche solo formale, alla scelta».

E ha concluso: «Siccome il Comune non è stato coinvolto, oltre agli elementi già resi noti dagli organi di informazione non c’era altro da poter comunicare. Serve comunque una più ampia riflessione sul rapporto tra la Crc e i territori, che rappresentano la sua storia e la sua ragione di essere. In questi mesi, insieme ad altri amministratori, abbiamo affrontato con spirito critico e senso di responsabilità il dibattito sul futuro della fondazione, a partire dalla durata dei mandati. Trasparenza, opportunità delle scelte e confronto sono i principi sui quali si deve continuare ad agire: pur essendo privata, la fondazione trae forza e legittimazione dal rapporto con le istituzioni e con le persone che vivono questa provincia».  

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