Tribunale di Alba, audizione alla Camera: il territorio fa squadra per la riapertura

Oggi, martedì 7 luglio, l’audizione in Commissione Giustizia della Camera sulla riforma che rivede la geografia giudiziaria.  Il presidente Cirio: «Il Piemonte nel 2012 ha pagato un prezzo altissimo, giusto che oggi si ragioni sulla riapertura dei tribunali nella nostra regione»

Tribunale di Alba, audizione alla Camera: il territorio fa squadra per la riapertura

COMUNICATO STAMPA – Si è svolta nella mattinata di oggi (martedì 7 luglio) , in videocollegamento, l’audizione in Commissione Giustizia della Camera dei deputati convocata per l’esame del disegno di legge sulla riorganizzazione della geografia giudiziaria sull’ipotesi di riapertura del Tribunale di Alba, a cui ha partecipato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme al presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, il sindaco di Alba Alberto Gatto, l’avvocato Roberto Ponzio (vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Alba-Asti e rappresentante del Tavolo delle Autonomie) e Giuliano Viglione, presidente di Confcommercio Piemonte e dell’Associazione Commercianti Albesi, coordinatore del Tavolo delle Autonomie, collegati dalla sede dell’Aca di Alba.

Nel suo intervento il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ricordato che la riforma del 2012 ha chiuso 31 tribunali in Italia, di cui sette in Piemonte: «Abbiamo contribuito con un sacrificio enorme e se oggi si discute di rivedere la geografia giudiziaria è giusto che questo ragionamento coinvolga anche la nostra regione. In questi anni sono nate numerose iniziative per rivendicare necessità e opportunità che si mettesse mano alla riforma valutando la riapertura di almeno qualcuna delle sedi soppresse. Questa non è una battaglia di campanile perché una giustizia efficace e efficiente e il diritto dei cittadini alla giustizia passano anche dai “punti di erogazione del servizio”, ovvero dagli uffici giudiziari che devono essere capillari e accessibili. Nel 2024 il Piemonte ha approvato una proposta di legge manifestando la possibilità della Regione a una partecipazione attiva per quanto concerne eventuali costi derivanti dalla riattivazione di alcune sedi».

Ringraziando il governo e il ministro Nordio per l’impegno di questi anni sulla riorganizzazione della giustizia, il presidente Cirio ha poi ricordato che: «la riforma del 2012 avrebbe dovuto garantire efficienza e più personale nelle sedi rimaste attive: purtroppo questo non sempre è avvenuto, tanto che la Regione ha messo a disposizione degli uffici giudiziari le graduatorie regionali a cui accedere per la ricerca del personale e c’è impegno diretto anche sul fronte dell’edilizia, con lo stanziamento di 500mila euro di risorse regionali per l’allestimento presso il tribunale di Ivrea della maxi aula nella quale si celebrerà il processo per la strage di Brandizzo». Per quanto riguarda il Tribunale di Alba il presidente ha ricordato l’azione congiunta avviata insieme al sindaco Gatto a sostegno della riapertura della sede, che è stata anche oggetto di sopralluoghi da parte dei tecnici del ministero della giustizia per verificare l’idoneità dei locali.

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Ha aggiunto il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo: «Ho ribadito che è stato completamente disatteso il parere reso dal Parlamento sul Decreto Legislativo 155/2012, cioè il provvedimento che ha portato alla chiusura di ben tre dei quattro Tribunali presenti nel cuneese nel 2012. Non sono state tenute in considerazione né la necessità di garantire un servizio di giustizia di prossimità al cittadino né il livello di lavoro che espletavano i Tribunali. A tutto questo va aggiunto, e la situazione non è affatto cambiata, che la nostra provincia è una delle più estese d’Italia e fra quelle con il maggior numero di Comuni, soprattutto piccoli Comuni. Tutti elementi che confidiamo possano essere tenuti in considerazione se davvero il Governo intende rivedere la riforma del 2012.Infine, ai componenti della Commissione Giustizia ho elencato anche i dati economici e quelli legati alle dimensioni geografiche di un territorio che meriterebbe almeno la riapertura di un tribunale ed una valutazione in merito alla presenza degli Uffici del Giudice di Pace e di eventuali Sezioni Distaccate».

Anche il sindaco di Alba, Alberto Gatto, ha espresso la sua opinione: «Da sempre chiediamo, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni del territorio, la riapertura del Tribunale di Alba, come ribadito anche oggi nel corso dell’audizione. La riforma della geografia giudiziaria è stata una scelta ingiusta: nella sola provincia di Cuneo furono soppressi tre tribunali su quattro, tra cui quello di Alba, la cui competenza comprendeva anche i territori di Bra e Carmagnola. Il Tribunale di Alba è sempre stato tra i più virtuosi, anche rispetto a molti di quelli tuttora esistenti, sia per dimensione del territorio sia per rilevanza economica. Quest’area ospita infatti importanti aziende ed è uno dei motori economici del Piemonte. Negli anni Ottanta fu realizzato un edificio appositamente per ospitare il Tribunale, su progetto dello studio Isola e Gabetti, con vincolo di destinazione a uso esclusivo della giustizia. La riapertura del Tribunale di Alba rappresenta una scelta fondamentale per garantire una giustizia più efficiente, ridurre i tempi e i disagi per cittadini e professionisti e restituire al territorio un presidio essenziale».

Durante l’audizione è intervenuto anche l’avvocato Roberto Ponzio: «I principi fondativi della riforma della geografia giudiziaria del 2012 che si proponeva di accorpare il piccolo al grande con un risparmio di spesa, sono stati stravolti in fase di attuazione». Fanno fede i dati: il Tribunale di Alba che aveva un bacino di utenza di 214mila persone e una superficie di circondario di 1.332 chilometri quadrati è stato inglobato in quello di Asti con un bacino di utenza di 176.383 e una superficie di 1.145 chilometri quadrati. In ordine ai costi si è vanificato un utile pari a due milioni di euro annui. La provincia di Cuneo con una superficie di 6.903 chilometri quadrati ha un solo Tribunale mentre la regione Liguria con 5.420 chilometri quadrati ha quattro Tribunali e la regione Molise con 4.438 chilometri quadrati ne ha ben tre. La provincia di Cuneo con una popolazione di 592.303 abitanti ha un solo Tribunale mentre la regione Basilicata con 576.060 abitanti ne ha ben tre. «Questi numeri», ha proseguito Ponzio, «impongono una conclusione evidente: un solo Tribunale in provincia di Cuneo è palesemente una grave insufficienza».

Il presidente dell’Aca, Giuliano Viglione, che ha ospitato la videoconferenza, ritiene importante ogni passo verso la salvaguardia dei servizi sul territorio, essenziali per mantenere comunità vive e per supportare le imprese.

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