di Pierangelo Vacchetto
ASTI – «Il nostro obiettivo è sempre stato quello di portare il bel canto italiano nel mondo». È con queste parole che Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno accolto il pubblico di una gremita piazza Alfieri, trasformata ieri sera (lunedì 6 luglio) in un grande teatro sotto le stelle per il ritorno de Il Volo ad Asti. Ad aprire una serata di oltre due ore è stata “Nelle tue mani”, la loro intensa interpretazione di Now We Are Free, il celebre tema composto da Hans Zimmer e Lisa Gerrard per Il Gladiatore. Un inizio solenne, quasi cinematografico, che ha subito definito il tono dello spettacolo: elegante, emozionante e costruito come un vero viaggio nella musica italiana. Per la seconda volta ad Asti, il trio ha proposto un concerto diviso in tre atti, alternando lirica, grandi evergreen del Novecento e i brani che hanno segnato la loro storia artistica.
«Quest’anno celebriamo quasi diciotto anni insieme. È un traguardo importante e questo tour vuole essere un viaggio musicale attraverso tutto quello che abbiamo vissuto. Speriamo di regalarvi tante emozioni», hanno raccontato dal palco. La prima parte è stata un omaggio alle radici della musica italiana, quella che Il Volo ha contribuito a far conoscere in tutto il mondo. Da ‘O Sole Mio a Granada, passando per Mattinata di Ruggero Leoncavallo, Torna a Surriento, La donna è mobile e il celebre brindisi della Traviata, il trio ha confermato ancora una volta la propria capacità di fondere tecnica lirica e comunicazione popolare.
«Queste canzoni appartengono al nostro patrimonio culturale. Sono un’eredità che abbiamo ricevuto e che sentiamo il dovere di tramandare», hanno spiegato ricevendo l’applauso della piazza. Con My Way si è aperto il secondo atto, dedicato alle canzoni che hanno attraversato il Novecento. Tra i momenti più intensi, il tributo a Ennio Morricone con le indimenticabili melodie di Nuovo Cinema Paradiso, eseguite con grande eleganza insieme all’orchestra. Non è mancato il riferimento a Tutti per Uno, il programma televisivo che negli ultimi anni ha mostrato anche le diverse personalità artistiche dei tre interpreti.
«Questo spettacolo si divide in tre atti proprio perché ognuno di noi possa raccontarsi attraverso la musica e mettere in luce la propria vocalità e il proprio carattere artistico». Ed è proprio la parte solistica ad aver regalato alcuni dei momenti più intensi della serata. Prima di interpretare Mi sono innamorato di te, Gianluca Ginoble ha dedicato un lungo e sentito pensiero a Luigi Tenco, definendolo «un artista che non cercava di impressionare il mondo, ma di comprenderlo». Un racconto che ha trasformato la canzone in una riflessione sul valore delle emozioni e sul potere della musica di custodire i ricordi.
Ignazio Boschetto ha invece introdotto Unchained Melody con un ricordo personale: «Era la canzone del matrimonio di mia madre. È uno di quei brani che mi accompagnano fin da quando ero bambino e ogni volta mi riporta a quei ricordi». Piero Barone ha quindi infiammato la piazza con la travolgente No puede ser, autentica dimostrazione della sua vocalità tenorile, mentre i tre hanno scherzato raccontando come ogni sera decidano all’ultimo momento quale brano affidare a ciascuno, rendendo ogni concerto diverso dal precedente per quanto riguarda la canzone di Ignazio, che tra gli calorosi applausi ha interpretato Almeno tu nell’universo, seguita da una dedica speciale con l’esecuzione del brano Hallelujah di Leonard Cohen «Vorremmo ricordare un grande amico di questa città che purtroppo ci ha lasciato: Massimo Cotto».
Un momento accolto con grande partecipazione emotiva dal pubblico astigiano. Dopo A Mano a mano di Riccardo Cocciante, il concerto è entrato nella sua parte conclusiva con Frammenti di Universo e Ad Astra, tratte dall’ultimo album pubblicato nel 2024, prima del ritorno ai brani che hanno consacrato Il Volo. Introducendo Capolavoro, il trio ha ripercorso il proprio rapporto con il Festival di Sanremo: «Abbiamo vinto nel 2015 con Grande Amore, siamo tornati nel 2024 e ogni volta quel palco rappresenta qualcosa di speciale per noi». L’epilogo non poteva che essere affidato a Grande Amore, cantata all’unisono da migliaia di spettatori, seguita da Il Mondo di Jimmy Fontana. Ma la serata non era ancora finita. Richiamati sul palco dagli applausi incessanti di piazza Alfieri, Piero, Ignazio e Gianluca hanno regalato un bis da brividi con Nessun dorma di Giacomo Puccini. Il pubblico si è alzato in piedi accompagnando con una lunga standing ovation quella che è stata una delle interpretazioni più intense dell’intera tournée.
Asti continua ora la sua settimana di grande musica. Questa sera sarà la volta della popstar americana Anastacia, domani del teatro di Din Don Down con Paolo Ruffini, giovedì saliranno sul palco gli OneRepublic, mentre sabato i Litfiba, per citare solo gli artisti in programma questa settimana per un’edizione di AstiMusica che sta richiamando migliaia di spettatori nel cuore della città e che continuerà con altri spettacoli sino al 21 luglio. Il programma completo su: Astimusica2026.









