Estate ragazzi alla Moretta: così iniziò nel 1961

Lo racconta l'ex maestro Sergio Susenna, che fu tra i primi educatori

eSTAT
Una foto di archivio.

ALBALe origini dell’iniziativa, però, vanno ricercate agli albori del boom economico, quando i genitori cominciavano a dover trovare un modo per far trascorrere il tempo ai propri figli in attesa del ritorno a scuola. Grazie a un ciclostilato ritrovato dal maestro elementare in pensione Sergio Susenna, si può certificare che l’attività nacque nella parrocchia della Moretta, e inizialmente solo per i maschi.

Nel documento, datato 10 maggio 1961, l’allora parroco don Giuseppe Salvi esordiva: «A giorni termineranno le scuole e ritornerà per voi l’annuale problema: come impegnare i ragazzi durante il lungo periodo delle vacanze estive?». Alcuni giovani alloggiavano «presso colonie marine o montane, altri invece saranno impossibilitati». Così, «per ovviare al gironzolare dei fanciulli per le strade o presso i fiumi, luoghi non certo educativi, abbiamo pensato di aprire presso questo oratorio un Ritrovo estivo per soli bimbi maschi dai 6 ai 14 anni».

Attivo dal 30 giugno al 10 agosto nei giorni feriali, l’Estate ragazzi dell’epoca prevedeva il raduno alle 8 con la Messa, colazione e ricreazione, poi «attività scolastiche espressive» e canto. A mezzogiorno tutti «a casa per il pranzo» con rientro alle 14.30 e merenda alle 16. In un’epoca in cui i televisori erano un privilegio per pochi, alle 17 il programma prevedeva «spettacolo televisivo o proiezione di documentari istruttivi» fino alle 18.30. L’orario poteva comunque subire variazioni «in vista di qualche passeggiata». I partecipanti erano assistiti dal viceparroco don Beppe Fanelli e «da personale appositamente scelto». Per confermare l’adesione, vi era tempo fino al 25 maggio e, al termine del volantino, il parroco si augurava: «Colla speranza che la suesposta iniziativa, lanciata per venire incontro alla responsabilità dei genitori e per cooperare alla formazione morale e civile dei bambini, venga ben accolta».

Susenna, classe 1937, era uno degli educatori e ricorda: «Durante l’estate diedi il mio aiuto. Eravamo più o meno in cinque. L’idea del Ritrovo estivo venne all’indimenticabile don Beppe, che tanto fece soprattutto per lo sviluppo dell’oratorio. Rispetto a oggi, la struttura occupava una porzione più limitata all’ombra del campanile». In tutto «vi parteciparono una ventina di ragazzi. Le attività dell’oratorio e della filodrammatica erano ancora divise tra maschili e femminili: fu proprio don Beppe a unificarle».

Banner Gazzetta d'Alba