di Maria Grazia Olivero
IL COLLOQUIO – Se volete scoprire il segreto dell’albesità, quel quid che la Langa sa bene esprimere, potete ascoltare Liliana Allena, ex presidente dell’ente Fiera di Alba – la manifestazione internazionale al sapore di tartufo –, oggi alla guida della prestigiosa Barolo&castles foundation, ma anche dell’Enoteca regionale del Barolo oltre che fresca di nomina a presidente dello Zonta club Alba-Langhe-Roero.
Spiega Allena: «Custodi delle tradizioni e della nostra identità, ma orgogliosi protagonisti del futuro, oggi più che mai non dobbiamo smettere di sognare, cercando di volare alto, sostenendo ambizioni e progetti innovativi. In questo territorio il pubblico e il privato hanno sempre saputo trovare le risorse, le energie e le competenze per agire, e oggi ancor più la differenza la fanno i giovani imprenditori, cittadini del mondo capaci di mantenere le radici». E guarda al 2027: «Il prossimo anno Alba sarà la capitale italiana dell’arte contemporanea, un tassello che si aggiunge a quelli a cui abbiamo lavorato nel tempo, generando un forte appeal per le nostre colline».
Un 2027 entusiasmante per Alba
Il progetto con cui l’area è stata scelta dal Ministero della cultura – aggiudicandosi un milione di euro – s’intitola Le fabbriche del vento, un omaggio all’artista Pinot Gallizio, con la dichiarata ambizione di trasformare le colline patrimonio Unesco in un laboratorio diffuso. Partendo dal suo ruolo di presidente di Barolo&castles foundation, Allena è a disposizione del territorio per cogliere questa nuova opportunità. Il progetto della fondazione legata ai manieri, promosso nel 2011 dagli assessorati al turismo e alla cultura della Regione Piemonte, unisce i Comuni di Barolo, Serralunga, Magliano Alfieri e Roddi, con lo scopo di gestire in modo integrato il “sistema castelli” che si sviluppa intorno al WiMu, il museo del vino di Barolo, occupandosi della loro manutenzione, gestione e valorizzazione.
Allena: «Da un percorso basato sull’enogastronomia fondata sul tartufo con l’ente Fiera di Alba, mi trovo a seguire un itinerario culturale legato al WiMu, che ha sede nel castello di Barolo. Qui sta per avviarsi, in sinergia con l’Amministrazione, una programmazione strategica condivisa per il restauro e a breve, grazie al contributo di Cassa di risparmio di Cuneo sul bando “Stars”, partiremo con il primo lotto (ne parliamo a pagina 32). In questo momento contiamo 60mila visitatori l’anno e stiamo operando per crescere qui come negli altri castelli, forti di grandi potenzialità culturali, storiche e architettoniche».
Prosegue: «Cercheremo di migliorare il già significativo posizionamento, rivolgendoci anche a scuole e territorio, oltre che al comparto turistico. Siamo consapevoli della congiuntura internazionale in atto, ma le nostre colline continuano a registrare percentuali d’incremento a doppia cifra. Dobbiamo lavorare con impegno, attenti alle nuove esigenze: oltre a un calice di vino, il visitatore cerca benessere, ambiente, cultura e un’esperienza legata alla natura che gli permetta di disconnettersi dalla frenesia della quotidianità».
I progetti per l’Enoteca del Barolo
Se i territori Unesco hanno tutte le caratteristiche e la forza per continuare a primeggiare, l’Enoteca regionale del Barolo – che ha sede nelle cantine del castello – non farà che dare linfa al progetto che Liliana Allena sta costruendo tassello dopo tassello. Non è un caso che la presidente puntualizzi: «L’Enoteca, grazie alla volontà dei soci, sta lavorando per aprire sette giorni su sette, in sinergia con il WiMu, offrendo un’esperienza culturale e sensoriale. Come ho detto in occasione del mio insediamento, lavoreremo interagendo con i produttori, il consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, le enoteche del territorio, la Regione e tutto il territorio per valorizzare ancor più il Barolo e la sua capacità di attrazione turistica e culturale».
Un ruolo, quello delle enoteche regionali, essenziale: «Sono preziose nel raccontare il vino, il paesaggio e le persone che lo rendono possibile, creando esperienze autentiche per chi sceglie di visitare le colline di Langhe, Roero e Monferrato. Abbiamo una responsabilità che passa attraverso la comunicazione: il vino deve parlare a un pubblico ampio, con un linguaggio accessibile, inclusivo e capace dvi coinvolgere le nuoe generazioni. In un mondo in evoluzione bisogna progettare e mettere a sistema pubblico e privato. È già stato fatto, ma bisogna rafforzare il gioco di squadra. Se continueremo a lavorare in questo senso non potremo che portare a casa ottimi risultati».
…E lo Zonta
L’ultima presidenza inanellata da Allena da giugno è la guida dello Zonta club Alba, Langhe e Roero, realtà presente a livello internazionale e attiva sul tema della parità di genere, dall’istruzione alla lotta della violenza sulle donne. Allena commenta: «Stiamo lavorando, insieme alle due vicepresidenti Ivana Sarotto e Flavia Cigliutti e alla tesoriera Luciana Adriano, per presentare a settembre il nuovo direttivo e le linee programmatiche per il prossimo biennio. Uno dei primi progetti a cui stiamo pensando è la creazione del club Golden Z 19-29 anni, all’interno del sodalizio, nel segno della continuità generazionale, per ascoltare i giovani, le loro idee e le loro esigenze, fornendo gli strumenti per essere i veri protagonisti di questa società», chiosa la presidente. C’è da scommettere che si leveranno i calici.

