CUNEO – Nel pomeriggio del 14 luglio la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip di Asti a carico di un cittadino albanese gravemente indiziato di traffico di droga, con precedenti specifici e attivo sul territorio di Bra. L’indagine ha portato al sequestro di oltre 11 chilogrammi di cocaina ad alto grado di purezza, corrispondenti a circa 55mile dosi medie, il cui valore sul mercato illecito si aggira intorno ai quattro milioni di euro. Nella stessa occasione sono stati sequestrati anche oltre 15mila euro in contanti.

Le indagini dei poliziotti della Sezione antidroga della Squadra mobile della Questura di Cuneo, hanno trovato origine dalle numerose segnalazioni ricevute dalla cittadinanza anche attraverso l’app Youpol e si sono sviluppate attraverso mezzi di indagine tecnologici uniti a metodi tradizionali: che hanno portato complessivamente all’individuazione 5 soggetti, oggi indagati.
Il lavoro degli investigatori ha consentito di ricostruire le attività di un sodalizio criminale composto da cittadini albanesi ben inseriti nel mercato dello stupefacente, che si occupavano sia dell’approvvigionamento all’ingrosso sia della vendita al dettaglio. Le articolate indagini hanno appurato che erano gli stessi spacciatori a contattare i clienti tramite App di messaggistica per informarli dell’imminente arrivo di un nuovo carico di cocaina, dimostrando pertanto un’elevata capacità criminale, assenza di scrupoli e totale noncuranza della salute delle persone a cui proponevano l’acquisto: un singolo spacciatore arrivava a vendere oltre 300 dosi di stupefacenti in una settimana.
Gli indagati facevano uso di veicoli predisposti con doppifondi ricavati appositamente per occultare lo stupefacente e sviare i controlli della Polizia, resi ancor più complessi dalla capacità degli indagati di spostarsi rapidamente tra le varie provincie del Nord Italia.
L’operazione ha visto un susseguirsi di perquisizioni e sequestri: il più ingente superiore agli otto chili di cocaina, ceduti dall’arrestato a un altro indagato, il quale avrebbe poi provveduto a organizzarne lo smercio al dettaglio.
Alla luce di ciò appare pertanto opportuno rimarcare la possibilità di effettuare segnalazioni, anche anonime, tramite l’App Youpol, nonché la possibilità di rivolgersi sempre agli uffici della Questura con ogni altro mezzo idoneo, quali mail, telefonate o di persona: ogni segnalazione viene ascoltata e adeguatamente valutata.
C.S.
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