Abitare il piemontese / La parola della settimana è Fabiòch!

Significa: babbeo, credenzone, tonto, sciocco, stupido, inetto, balordo

Abitare il piemontese / La parola della settimana è Barlet 1

di Paolo Tibaldi

ABITARE IL PIEMONTESE – Tra i tanti, infiniti, spietati epiteti che annovera la lingua piemontese, ce n’è uno che viene rivolto a Tonino il personaggio che interpreto nella commedia di Oscar Barile. Un epiteto che diventa gesto, smorfia, giudizio: fabiòch! (babbeo, credenzone, tonto, sciocco, stupido, inetto, balordo).

Come spesso accade, la traduzione non basta: quando un insulto nasce dalla lingua popolare, misura e colloca il destinatario all’interno di una comunità. Il dizionario di Sant’Albino è, come sempre, impeccabile ed esauriente: «balordo, babbione, badalone, pecoraccio, bescio, gocciolone, pacchiarotto, sciocco, scimunito. Vedere anche Babeo e Pataloch». Una vera costellazione di sinonimi, ciascuno con una propria temperatura, una diversa intensità. Da fabiòch derivano poi anfabioché (intontire), fabiocada (una stupidaggine) o fabiocàss (scioccone, bietolone).

Quanto all’etimologia, le ipotesi sono diverse: una delle più probabili interpretazioni riconduce al latino popolare flabeolum (piccolo soffio, piccolo flauto), da flare (soffiare). Secondo il dialettologo Remo Bracchi, il significato di sciocco deriverebbe «dall’uso metaforico di una voce omonima indicante in senso proprio il flauto». Altri ne riconducono l’origine a faba (fava), con più metafore di libera interpretazione.

Ma Tonino, sul palcoscenico, forse pensa: un fabiòch è davvero soltanto uno sciocco? Oppure è colui che non fa ciò che vorrebbero gli altri? L’insulto popolare, nella sua brutalità, dice chi siamo noi e, soprattutto, chi decidiamo che sia l’altro. Una sola parola, pronunciata davanti a una platea, può far sorridere e ferire insieme, ma può anche ricordarci che nessuno è completamente immune dal rischio di sembrare, almeno una volta, un po’ fabiòch. La cosa certa è che nella maggior parte dei casi, l’insulto disonora soprattutto chi lo pronuncia.

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