Piemonte, quasi esauriti i posti per medici di base ma ne mancano 685

Su 300 borse di studio sono arrivate 288 domande. La Fimmg: «Servono interventi urgenti».

Covid, ora regole e programmazione in studi medici famiglia

SANITÀ In Piemonte si avvicina al tutto esaurito il bando per il corso di formazione triennale 2026-2029 destinato ai futuri medici di medicina generale. A fronte di 300 borse di studio disponibili, sono state presentate 288 domande, ma secondo la Fimmg la situazione resta critica: nella regione mancano infatti 685 medici di famiglia.

Il sindacato dei medici di medicina generale evidenzia come la carenza sia il risultato di «errori di programmazione che risalgono a 15 anni fa» e avverte che il divario potrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi anni. Il corso di formazione dura infatti tre anni e, nel frattempo, numerosi professionisti raggiungeranno l’età della pensione.

A pesare, secondo la Fimmg, sono anche gli abbandoni del percorso formativo, stimati tra il 30% e il 60% ancora prima della prova di ammissione, in programma il 21 ottobre, oltre a un fisiologico 15% di rinunce durante il primo anno di corso.

«La carenza strutturale rappresenta una criticità crescente per il sistema sanitario regionale. L’attuale carenza è legata a errori di programmazione che risalgono a 15 anni fa. E l’attuale carenza rischia di allargarsi perché il corso è triennale e nel frattempo altri colleghi andranno in pensione. Inoltre dobbiamo fare i conti con gli abbandoni stimabili tra il 30% e il 60% ancora prima del test di ammissione, che sarà il 21 ottobre, e un fisiologico 15% nel primo anno. In presenza di questa crisi e con questi numeri serve più attenzione e provvedimenti di emergenza», sottolinea la Fimmg.

Per il segretario regionale Roberto Venesia è necessario accelerare i tempi di formazione: «Chiediamo graduatorie rapide, valorizzazione dei vincitori e immediata partenza dei corsi, che devono essere più qualificanti, moderni e attrattivi».

Venesia propone inoltre l’apertura di un tavolo operativo tra Regione Piemonte, Università, rappresentanze dei medici e Ordini professionali per individuare soluzioni condivise. «Ma per superare le carenze serve anche rendere più attraente questa professione. Proponiamo da subito un Tavolo operativo tra Regione, Università, rappresentanze dei Medici e Ordini Professionali per esaminare insieme i possibili percorsi. E serve una retribuzione in linea».

Fonte Ansa

Banner Gazzetta d'Alba