Reati ambientali, cresce l’allarme in Piemonte: il 37% riguarda i rifiuti

Legambiente: nel 2024 accertati 1.659 illeciti ambientali nella regione

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AMBIENTE – I reati ambientali continuano a rappresentare una criticità crescente in Piemonte. A lanciare l’allarme è Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, commentando i dati contenuti nel Dossier Ecomafia 2024, che evidenziano un fenomeno ancora diffuso sul territorio regionale.

Secondo i dati illustrati dall’associazione, nel corso del 2024 sono stati accertati 1.659 reati ambientali in Piemonte. Di questi, 615, pari al 37%, sono riconducibili al traffico illecito di rifiuti, un settore che continua a destare particolare preoccupazione.

«I reati ambientali sono sempre più presenti sul territorio piemontese, come dimostrano i dati presentati nel Dossier Ecomafia che tutti gli anni Legambiente pubblica», afferma Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.

«Dei 1.659 reati ambientali riscontrati nel 2024 – osserva De Marco – il 37% (615) sono legati al traffico illecito di rifiuti, a dimostrare come questo sia un settore che meriti attenzione e desti allarme. La distribuzione di materiale potenzialmente contaminato da inquinanti pericolosi ci preoccupa fortemente, mette a rischio ambiente, ecosistemi e salute pubblica. Il Protocollo d’Intesa firmato nello scorso giugno da Regione Piemonte e Prefettura trova in questo caso completa applicazione: Legambiente si mette a disposizione delle autorità».

Sul tema interviene anche Massimiliano Caligara, presidente del Circolo Legambiente “Gli Amici del Lagò” di Arona, che sottolinea il lavoro svolto sul territorio: «Da tempo lavoriamo sul tema dei reati ambientali, in particolare con i Carabinieri Forestali, con i quali abbiamo attiva una collaborazione, condividendo l’impegno comune per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente».

Redazione

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