Berruti, l’ultimo saluto a Stroppiana al campione olimpico

Funerali privati nel paese della giovinezza. Il Piemonte ricorda il simbolo di Roma 1960

Berruti, l’ultimo saluto a Stroppiana al campione olimpico
L'arrivo vittorioso di Berruti nella finale olimpica dei 200 metri piani a Roma 1960

SPORT Si sono svolti oggi, in forma privata a Stroppiana, nel Vercellese, i funerali di Livio Berruti, il campione olimpico dei 200 metri ai Giochi di Roma 1960, scomparso nei giorni scorsi all’età di 89 anni.

Nel paese di poco più di mille abitanti, dove Berruti trascorse gli anni della giovinezza e mosse i primi passi nell’atletica, familiari, amici e rappresentanti delle istituzioni hanno dato l’ultimo saluto a uno degli atleti più rappresentativi della storia dello sport italiano.

A Stroppiana, dove era stato insignito della cittadinanza onoraria, resta vivo il ricordo dell’uomo prima ancora che del campione. Nelle sale del Consiglio comunale è custodita una teca con le scarpe utilizzate nella storica finale olimpica del 1960, quando conquistò la medaglia d’oro nei 200 metri diventando un simbolo mondiale dell’atletica.

Gli abitanti del paese ricordano con affetto i racconti dello stesso Livio Berruti, che parlava dei suoi primi allenamenti tra le strade di Stroppiana, dove si divertiva a correre anche inseguendo i gatti del paese. Un’immagine semplice che racconta il legame profondo con il luogo della sua giovinezza.

Il ricordo del campione ha coinvolto anche Torino e l’intero Piemonte. Il presidente della Regione Alberto Cirio ha sottolineato: «Con la scomparsa di Livio Berruti, il Piemonte e l’Italia perdono un simbolo dello sport nazionale e un uomo speciale. La sua straordinaria vittoria alle Olimpiadi di Roma del 1960 resterà per sempre nella nostra storia».

Anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha ricordato il rapporto tra Berruti e la città, dove l’atleta fu tra i protagonisti della cerimonia della fiaccola olimpica in occasione dei Giochi invernali del 2006. «Dopo essere divenuto noto in tutto il mondo per il risultato alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu tra i protagonisti più attivi quando la fiaccola olimpica si accese nella nostra città, nel 2006, ricordandoci che le Olimpiadi sono un momento di sport ma anche un potente messaggio di fratellanza e di pace in tutto il mondo», ha dichiarato Lo Russo.

Dal Cus Torino, società nella quale militò Berruti, è arrivato l’auspicio che la città possa dedicargli un riconoscimento permanente. Il presidente Riccardo D’Elicio ha proposto l’intitolazione di uno spazio cittadino al campione: «Spero che Torino gli dedichi uno spazio, come abbiamo fatto con lo stadio per Primo Nebiolo: io credo che Livio meriti un ricordo della città molto, molto importante».

La famiglia di Livio Berruti, attraverso una nota affidata all’ANSA, ha espresso «profonda gratitudine» al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, al presidente della Camera Lorenzo Fontana, alle istituzioni statali, regionali e comunali e a tutte le persone che hanno voluto manifestare vicinanza con messaggi di affetto e partecipazione.

Un ultimo saluto riservato per un atleta che con la sua vittoria a Roma 1960 ha scritto una pagina indelebile dello sport italiano, lasciando un’eredità fatta di talento, eleganza e valori olimpici.

Redazione

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