di Valerio Re
SALUTE – Sabina è una donna 72enne, vive ad Alba ed è in pensione da una decina di anni. Circa due mesi fa durante una cena di famiglia si è appoggiata a uno scaffale di casa: la mensola ha ceduto e lei è franata sul pavimento, sbattendo la testa e una gamba. Il figlio ha portato subito la donna al pronto soccorso e, dopo una prima visita, i medici hanno riscontrato un trauma cranico e una caviglia rotta.
«Per me è stato come invecchiare di dieci anni all’improvviso», dice Sabina. «È come se tutt’a un tratto mi fossi scoperta più vulnerabile. Cadere alla mia età equivale ad aprire un vuoto, a intuire letteralmente la morte», aggiunge.
In un territorio sempre più abitato da anziani e con tratti collinari isolati geograficamente come il nostro, serve agire prima che gli incidenti accadano. In questa cornice prosegue la campagna dell’Asl Cn2 dedicata alla prevenzione delle cadute e alla promozione di un invecchiamento attivo. Un primo appuntamento è in calendario giovedì 3 settembre (ore 17-19) nel Centro d’incontro anziani di Bra. L’incontro avrà un taglio informativo e sarà dedicato ai fattori che aumentano il rischio di caduta, alla sicurezza degli ambienti domestici e alle strategie utili per mantenere autonomia e benessere.
Il secondo incontro in programma sarà sabato 26 settembre (ore 8-12), in piazza Cagnasso ad Alba. I fisioterapisti proporranno questionari e semplici test per individuare eventuali condizioni di rischio, affiancati da indicazioni pratiche su equilibrio, forza muscolare, movimento e stili di vita. Gli incontri sono gratuiti e aperti alla cittadinanza. L’obiettivo è sensibilizzare soprattutto la popolazione più anziana, considerando le conseguenze che una caduta può avere sulla mobilità, sull’autonomia personale e sulla qualità della vita.
Altavilla: «La fisioterapia può dare il suo contributo»

Parliamo con Sabrina Altavilla, presidente dell’Ordine dei fisioterapisti del Piemonte e della Valle d’Aosta e responsabile della formazione e dello sviluppo delle figure dell’area riabilitativa dell’Asl Cn2.
Su quale tema si concentreranno le iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale della fisioterapia, in programma martedì 8 settembre?
«Il tema centrale sarà la prevenzione delle cadute nella popolazione anziana. L’iniziativa si inserisce in un progetto europeo più ampio chiamato “Joint action Circe”, orientato a sensibilizzare le persone sui fattori che aumentano il rischio di cadere e sulle possibilità concrete di evitarlo. È un problema importante anche nel nostro territorio, considerando il progressivo invecchiamento della popolazione. Gli incontri prevedono una modalità pratica, anche all’aperto, durante la quale saranno proposti questionari e semplici test utili a mettere in evidenza un eventuale rischio. Sulla base dei risultati potranno essere forniti indicazioni e consigli individuali. Saranno inoltre organizzati incontri serali con un taglio maggiormente teorico, dedicati all’informazione e alla sensibilizzazione».
Perché una caduta può avere delle conseguenze così rilevanti per un anziano?
«Una caduta non provoca solo eventuali traumi fisici, ma può avere importanti ripercussioni sull’autonomia. Talvolta rappresenta l’evento che innesca una perdita di sicurezza, una riduzione degli spostamenti e una crescente dipendenza dagli altri. Per questo è necessario intervenire prima che l’episodio si verifichi attraverso iniziative di informazione, valutazione e prevenzione».
In sintesi, quali sono i fattori a cui prestare attenzione per prevenire le cadute?
«I fattori possono essere modificabili oppure non modificabili. Una riduzione dell’equilibrio, una vista o un udito non più efficienti e l’assunzione di alcuni farmaci possono aumentare la probabilità di caduta. Una persona che non sente bene, per esempio, può essere sorpresa dall’avvicinamento di qualcuno e compiere un cambio di direzione improvviso. Anche la riduzione della forza muscolare e uno stile di vita troppo sedentario possono incidere in maniera significativa».
Che fare dunque per ridurre tale rischio?
«È importante mantenere uno stile di vita sano, restare attivi e conservare una muscolatura adeguata. L’attività fisica favorisce il mantenimento delle condizioni di salute, migliora forza ed equilibrio e riduce il rischio di caduta. Occorre proporre percorsi adatti all’età, alle condizioni della persona e alle eventuali patologie presenti».
Tutto ciò accade in un territorio ampio e collinare, in cui le persone possono vivere isolate e lontane dai servizi.
«Uno degli aspetti più importanti è riuscire ad avvicinarci alla popolazione anziana anche nei distretti più periferici o difficili da raggiungere. La prevenzione deve essere realmente accessibile e vicina alle persone, soprattutto a quelle che rischiano di avere maggiori difficoltà negli spostamenti e nell’accesso ai servizi».
Come si inserisce la fisioterapia nella riorganizzazione della sanità territoriale?
«Il decreto ministeriale 77 del 2022 pone al centro le attività territoriali di prevenzione e le case della comunità. Questo modello deve tradursi anche in una nuova gestione della cronicità: l’ospedale si occuperà principalmente delle situazioni acute, mentre il territorio deve diventare il luogo nel quale le patologie croniche vengono monitorate e gestite nel tempo. La fisioterapia può essere inserita in molti ambiti, dalla prevenzione alla presa in carico delle persone con patologie croniche, contribuendo al mantenimento dell’autonomia e della qualità della vita».

