Emma Bonino, dalla politica all’Europa: il cordoglio è unanime

Da Mattarella a Meloni, fino a Bruxelles: per la leader radicale esequie di Stato

Emma Bonino, dalla politica all’Europa: il cordoglio è unanime

CRONACA – Alle undici Palazzo Madama si è fermato per ricordare Emma Bonino. Un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, ha reso omaggio alla storica leader radicale, che del Senato era stata anche vicepresidente. Intanto, da ogni parte del mondo politico italiano ed europeo continuano ad arrivare messaggi di cordoglio e ricordi personali.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato Bonino come «Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista», sottolineando come abbia «impresso un segno» nella storia della Repubblica e sia diventata, attraverso le sue battaglie, un punto di riferimento «non soltanto in Italia».

Dal Piemonte, terra d’origine di Bonino, è arrivato anche il ricordo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le loro storie e sensibilità, ha riconosciuto la premier da Vercelli, sono state «lontane», ma questo non le ha impedito di riconoscere nella leader radicale una «voce forte e riconoscibile». Meloni si è soffermata anche sul ruolo delle donne nella società e nella politica: «una concessione, è una conquista». La presidente del Consiglio ha inoltre annunciato che per Emma Bonino saranno celebrate le esequie di Stato, previste all’inizio della prossima settimana. La camera ardente potrebbe essere aperta già domenica, alla Protomoteca del Campidoglio oppure al Senato.

Una decisione accolta dal segretario di +Europa Riccardo Magi come un gesto di «grande sensibilità istituzionale». Nel suo ricordo personale, Magi ha sintetizzato così il vuoto lasciato dalla storica esponente radicale: «Emma ci ha lasciati, ma non ci lascerà mai».

Il segretario di +Europa ha ricordato anche il carattere diretto di Bonino, alla quale si rivolgeva soprattutto nei momenti più difficili. «Era a suo modo brutale», ha raccontato, ricordando come non avesse alcuna pazienza per la retorica. Negli ultimi mesi gli ripeteva: «Lascia fare agli altri le basse manovre e segui la stella polare di quello in cui credi». Anche a costo di perdere. «Noi abbiamo sempre quasi perso e quando abbiamo vinto è stato perché nel frattempo quelle lotte erano diventate patrimonio di tutti».

Dal segretario dei Radicali italiani Filippo Blengino è arrivato un altro saluto legato alle battaglie di una vita per quei «pochi grammi di libertà» per cui è valsa «la pena lottare»: «Non saremo mai alla tua altezza».

Tra i ricordi più personali c’è quello di Romano Prodi, che nel 2006 scelse Bonino come ministra nel suo secondo Governo. L’ex presidente del Consiglio ha parlato di un rapporto «a volte facile e a volte difficile», fatto di «belle discussioni» ma anche di «grande lealtà». Un rapporto politico diventato nel tempo amicizia. Nelle ultime telefonate, ha ricordato Prodi, Bonino parlava anche della malattia, ma senza «personalismi o vittimismo».

Nello stesso Governo sedeva Massimo D’Alema, che ne ha ricordato il «contributo prezioso» senza nascondere le divergenze politiche, compreso l’avvicinamento di Bonino e Marco Pannella a Silvio Berlusconi, che all’epoca giudicò «incauto». Nel bilancio tracciato da D’Alema prevalgono però «rigore, onestà intellettuale e passione politica», insieme a un femminismo tenace e a un europeismo «visionario e intransigente».

Proprio l’impegno europeo è al centro del ricordo del ministro degli Esteri Antonio Tajani, collega di Bonino all’Europarlamento. Pur partendo spesso da posizioni differenti, tra i due vi fu un confronto «rispettoso e leale» e la condivisione di «un grande sentimento europeista».

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha affidato il suo addio agli «insegnamenti» lasciati da Bonino sui diritti, sulla libertà, sull’Europa e sulla democrazia da difendere. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha invece richiamato le battaglie condotte oltre i confini italiani, dalla Corte penale internazionale alla lotta contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili.

Il cordoglio ha raggiunto anche Bruxelles, l’altra capitale della lunga vita politica di Emma Bonino. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola l’ha ricordata sottolineando che «Non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto»: andava avanti e «indicava la strada agli altri». Un impegno che, secondo Metsola, ha contribuito a dare forma all’Europa e la cui mancanza ora si farà sentire.

Messaggi sono arrivati da diverse famiglie politiche europee, dal Ppe ai Socialisti, che hanno salutato «una grande europeista», fino ai liberali di Renew, che ne hanno ricordato la visione di un’Europa «unita e federale», impegnata nella difesa dei diritti, e il lavoro svolto da commissaria europea durante le crisi nei Balcani: un’azione che lascia «un segno indelebile» nell’Unione europea.

Infine Federica Mogherini, che anni dopo avrebbe raccolto il testimone di Bonino alla Farnesina e sulla scena europea, ha affidato il suo ricordo a poche parole: «Una grande donna, da cui continueremo a imparare».

Anche la stampa internazionale ha voluto ricordare la figura di Emma Bonino, con la notizia della sua scomparsa rilanciata dai principali media europei e mondiali. Dal Guardian al Washington Post, da Reuters all’Associated Press, fino a Le Monde, El País e alle testate del Medio Oriente e dell’Asia, il ricordo si concentra soprattutto sulle battaglie per i diritti civili e delle donne, sull’impegno per aborto e divorzio e sulla sua lunga esperienza nelle istituzioni europee. Una figura descritta, con accenti diversi, come protagonista della trasformazione della società italiana e simbolo di un europeismo legato alla difesa dei diritti umani.

Redazione

Banner Gazzetta d'Alba