CRONACA – Un legame lungo sessant’anni, nato nella città d’origine e proseguito attraverso battaglie civili, esperienze politiche e percorsi personali anche differenti. Nel giorno della scomparsa di Emma Bonino, Bruna Sibille, per dieci anni sindaca di Bra con il Pd e oggi consigliera comunale, ripercorre alcuni dei momenti che l’hanno legata alla leader radicale.
Proprio Bra, città dove Bonino era nata nel 1948, lo scorso anno le aveva conferito la cittadinanza onoraria. Alla cerimonia aveva partecipato da remoto e in quell’occasione aveva espresso il desiderio di poter tornare nella sua terra: “So di avere una terra, delle radici e un luogo da dove vengo e dove spero di tornare presto”.
Le condizioni di salute non le hanno consentito di realizzare quel desiderio. In città, tuttavia, erano in molti ad attenderla. Tra questi Bruna Sibille, che si era impegnata anche per il conferimento della cittadinanza onoraria: “Inizialmente era restia, ma è stata poi molto contenta del riconoscimento”.
Un rapporto, quello tra le due donne, che affonda le radici nella giovinezza. Sibille lo descrive come “un rapporto durato sessant’anni, ognuna seguendo anche percorsi diversi, ma sempre insieme nei momenti importanti”.
Uno di quei momenti fu la battaglia per l’aborto. Nel 1975 Emma Bonino si autoaccusò e venne arrestata davanti al seggio elettorale di Bra, dopo aver votato. Un episodio che Sibille ricorda ancora con chiarezza: “Non l’avevamo lasciata sola – dice Sibille – la reazione della città però fu diversa: di aborto si parlava ancora in termini molto criminalizzanti nei confronti delle donne”.
Negli anni della giovinezza le strade delle due future protagoniste della vita politica si erano incrociate solo occasionalmente. “Io ero nell’Azione Cattolica e lei nella San Vincenzo, con Carlo Petrini. Io ero a ragioneria e lei al liceo. Ero più legata a sua sorella, Domenica, che è stata anche mia collega come insegnante. In questi anni ho continuato tramite lei a mandarle i saluti e a informarmi sulle sue condizioni”.
Fu Emma Bonino, durante gli anni universitari a Milano, a coinvolgere gli amici braidesi nelle battaglie per l’aborto e il divorzio. Più avanti, le strade di Sibille e Bonino tornarono a incontrarsi anche nelle istituzioni locali.
Entrambe sedettero infatti sui banchi del Consiglio comunale di Bra, rispettivamente come capogruppo e consigliera della lista Bra ’90, formazione che riuniva comunisti, verdi e radicali. Si trovarono all’opposizione di una Giunta democristiana.
Di quell’esperienza Bruna Sibille conserva soprattutto il ricordo del metodo con cui Bonino affrontava il lavoro amministrativo: “Ricordo la sua preparazione, il fatto che arrivasse un’ora prima e chiedesse informazioni sulle delibere”.
Un rapporto personale e politico attraversato da scelte e sensibilità differenti, ma rimasto vivo per decenni. Nel ricordo dell’ex sindaca resta soprattutto l’eredità delle battaglie portate avanti da Emma Bonino e di quanto quelle esperienze abbiano lasciato alla comunità e alle generazioni successive.
Redazione
