Cazzullo riparte da Alba: domani sera a “Una giornata particolare” la puntata registrata in città

La puntata è stata registrata a novembre 2025: grande protagonisti sono Beppe Fenoglio e la Resistenza

Cazzullo riparte da Alba: domani sera a "Una giornata particolare" la puntata registrata in città

di Davide Barile 

ALBA – «I più bei quaranta minuti che ho fatto nella mia vita»: parla così Aldo Cazzullo della parte di Una giornata particolare girata ad Alba nel novembre 2025. La puntata sarà in onda domani sera, mercoledì 30 settembre, alle 21.15, su La 7. Come di consueto la narrazione si sviluppa da una data, l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio di Cassibile. La trasmissione parte dal discorso di Badoglio e prosegue con riprese a Roma e a Campo Imperatore, sul Gran Sasso, dove Mussolini trascorse gli ultimi giorni di prigionia.

Quando il discorso vira sulla Resistenza, per il pubblico è l’ora di capire qualcosa in più sui partigiani: «per farveli conoscere, voglio portarvi in un luogo a me molto caro» specifica Cazzullo. Nel capitolo “L’inizio della Resistenza” «siamo ad Alba, la mia città. È un posto magico, un po’ misterioso, dove nascono cose: il tartufo più buono, i vini rossi migliori, la Nutella, Eataly». Le riprese del regista Claudio Pisano offrono scorci inattesi della città e si alternano a fotografie dell’epopea partigiana che, grazie all’intelligenza artificiale, escono dalla rigidità della pellicola e diventano animate. Cazzullo procede specificando come, rispetto ai torinesi «inquadrati e strutturati, militari, operai, comunisti, preti sociali» gli albesi siano degli «irregolari, giocatori d’azzardo, cercatori di tartufo, vignaioli, suicidi, artisti», nel senso di «persona estrosa e inaffidabile».

L’ultima premessa, utile per chi non è della zona, riguarda la situazione politica, con la Dc a farla da padrona e il Pci con una presenza molto ridotta, specie nei paesi, gli stessi in cui, sulla guide turistiche tedesche del Dopoguerra, si diceva «meglio che non vi fate vedere». La narrazione entra nel vivo e si parla di Beppe Fenoglio, figlio del macellaio Amilcare, dal quale Aldo Cazzullo, nonno omonimo del giornalista, apprese i rudimenti del mestiere; «tra i suoi compiti c’era accompagnare Beppe all’asilo».

Le citazioni dello scrittore albese si susseguono e, dall’interno del campanile della cattedrale, Cazzullo racconta come furono i 23 giorni della città di Alba. In seguito, si sposta a Cascina Langa, posta al crocevia di importanti vie di collegamento e, durante la Resistenza, luogo presidiato e vissuto da Fenoglio per lungo tempo. Il comandante Poli chiese al proprietario Pio Cesare di occuparla: il permesso fu accordato a patto «che i partigiani rompessero serrature, finestre, porte per poter dire ai fascisti “beh non sono io che gliel’ho consegnata, ma sono loro che se la sono presa”». La corsa di Fenoglio con Ettore e Beppe Costa per sfuggire al rastrellamento del 18 novembre 1944 è resa in modo efficace dall’avanzare del drone su e giù dai pendii attorno alla cascina.

L’articolo completo sul nuovo numero di Gazzetta d’Alba. 

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