di Matteo Grasso
REGIONE – È stato sottoscritto a Torino l’Accordo quadro regionale per l’organizzazione e la gestione del sistema di emergenza urgenza extraospedaliera 118 e del numero unico di emergenza ospedaliera 112. L’intesa, siglata da Regione Piemonte, Azienda zero, dalle quattro aziende sanitarie sedi delle centrali operative 118 e dalle organizzazioni sindacali Cisl Fp, Fials, NurSind e Nursing up, definisce una cornice regolatoria attesa da oltre un decennio dal personale del comparto sanità impiegato nei due servizi.
Chiariti ruoli e competenze tra Azienda zero e le Asr
Giovanni La Motta, commissario straordinario Fials Cuneo, spiega: «L’aspetto centrale del nuovo impianto risiede nel definitivo chiarimento dei ruoli e delle competenze». Tale distinzione tra il livello di coordinamento centrale e le singole aziende sanitarie regionali (Asr) non era ancora ben definita.
La Motta prosegue: «Sotto il profilo giuridico ed economico, l’intesa ribadisce che le Aziende sanitarie regionali (Asr) conservano la titolarità del rapporto di lavoro con i propri dipendenti, mantenendo la gestione amministrativa, economica e l’esercizio del potere disciplinare. Contestualmente, ad Azienda zero viene affidata la funzione di impartire le direttive operative e di coordinare il programma formativo regionale per l’intero comparto». In sostanza, il fabbisogno di organico è posto in capo ad Azienda zero, che lo determina su scala regionale, mentre le Asr restano direttamente coinvolte nei processi di reclutamento e selezione.
Un comitato regionale permanente
In più, l’Accordo prevede la nascita di un comitato regionale permanente. Questo organismo di vigilanza vede al suo interno la presenza del direttore della sanità regionale, quello generale di Azienda zero e delle singole Asr, ma anche dei responsabili delle strutture di emergenza-urgenza 118 e 112 e di un rappresentante del personale. La Motta aggiunge: «A questo comitato spetterà il compito continuo di monitorare l’applicazione dell’intesa».
A questo, si aggiunge un comitato di coordinamento interaziendale per la sicurezza e un tavolo sindacale permanente per sorvegliare l’accordo. Fra le novità, vi sono anche la definizione di requisiti professionali e standard di accesso al sistema di emergenza-urgenza, e la tendenza verso una uniformità contrattuale ed economica per superare le differenze di trattamento a parità di competenze e anche di condizioni operative.
