Don Domenico Degiorgis: «Troppe persone dormono ancora in strada: c’è rabbia sociale»

L'analisi parte dai fatti avvenuti nella notte tra il 4 e il 5 novembre in via Ognissanti

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La sede della Cri e il dormitorio in via Ognissanti nei locali della Protezione civile.

ALBA – Fa discutere quanto accaduto nella notte tra il 4 e il 5 novembre in via Ognissanti, quando un uomo avrebbe creato non poche preoccupazioni al personale presente della Croce rossa, colpendo ripetutamente una porta di sicurezza dopo aver scavalcato la recinzione, munito di alcuni oggetti potenzialmente pericolosi.

Adiacente alla sede della Cri, nei locali della Protezione civile, è operativo dalla scorsa settimana il dormitorio provvisorio per chi è senza fissa dimora: fino al 15 novembre lo gestirà direttamente la Caritas, che ha chiesto l’avvio anticipato per dare un po’ di sollievo alle persone che dormono in strada, poi la gestione passerà al Comune.
L’uomo che avrebbe seminato il panico alla Croce rossa è noto dagli operatori della Caritas, come spiega don Domenico Degiorgis: «Parliamo di una persona con problemi di salute mentale, conosciuto non solo da via Pola, ma anche dall’Asl e dai Servizi sociali. In questo momento dorme in strada e, per ragioni di sicurezza, siamo ben consci del fatto che non è possibile accoglierlo in dormitorio. Il suo comportamento della notte in questione è riconducibile a questo contesto. Ciò che tengo a sottolineare è che la Caritas si occupa di accoglienza: non abbiamo le competenze per gestire una situazione di questo tipo. Ci sono certamente altre istituzioni che potrebbero assumere i provvedimenti necessari». Don Degiorgis prosegue: «Non meno importante: è accettabile che un uomo con queste fragilità si ritrovi da solo in strada? Parliamo di essere umani e di situazioni che dovrebbero essere seguite, da chi di dovere, in modo adeguato nell’interesse di tutta la comunità».

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Don Domenico Degiorgis.

Il direttore tiene a precisare anche un altro aspetto: «Nel dormitorio in via Ognissanti, che ora è al completo con tutti i 15 posti occupati, non sono emerse problematiche di alcun tipo. Conosciamo bene i nostri utenti». Anche in via Pola tutti i 24 posti letto sono occupati, «ma ci sono ancora una ventina di persone che dormono in strada e, tra questi, aumenta la rabbia sociale, che è sempre sbagliata e non può essere ignorata: per questo, come ripetiamo d tempo, riteniamo sarebbe utile un secondo dormitorio strutturale».

redazione

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