Sulle vaccinazioni ora il rischio è che si verifichi il caos

SALUTE E DIRITTO  Il mancato rispetto dell’obbligo comporta una multa compresa tra i 100 e i 500 euro. Ad agosto è entrata in vigore la legge sull’obbligo vaccinale con ripercussioni sul nuovo anno scolastico. Abbiamo posto alcune domande all’avvocato albese Roberto Ponzio in merito alle novità introdotte.

Cosa prevede la riforma?
«Le vaccinazioni obbligatorie e gratuite passano da quattro a dieci. L’adempienza vaccinale diventa un requisito per l’ammissione ad asili nido e scuole dell’infanzia (0-6 anni). Dai 6 ai 16 anni si potrà comunque accedere alla scuola, ma in entrambi i casi partirà una segnalazione all’Asl. Sono esonerati dall’obbligo i bambini e i ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale e i bambini che presentano specifiche condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente o temporanea alle vaccinazioni».

Quale funzione ha l’Azienda sanitaria locale?
«L’Asl contatterà i genitori o gli affidatari dei minori per un colloquio informativo, indicando modalità e tempi per effettuare le vaccinazioni. Se non si presentano all’incontro e non procedono alla somministrazione del vaccino scatterà la formale contestazione dell’inadempienza».

Con quali conseguenze?
«La mancata osservanza dell’obbligo vaccinale a seguito della contestazione dell’Asl comporta un illecito amministrativo con una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro. La sanzione sarà proporzionata alla gravità del fatto (a esempio il numero di vaccinazioni omesse)».

Gli obblighi riguardano l’anno scolastico che inizierà tra pochi giorni?
«Sì. La legge 119 è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale avvenuta il 5 agosto. Per l’anno 2017-2018 va presentato l’attestato o il certificato dei vaccini sostenuti rilasciato dall’Asl o la copia del libretto vaccinale vidimato sempre dall’Asl entro il 10 settembre per asili nido e scuole dell’infanzia ed entro il 31 ottobre per gli altri gradi di istruzione. Valgono altresì la prenotazione di visita vaccinale all’Asl, la dichiarazione di averla richiesta ovvero un’autocertificazione. Ma in quest’ultimo caso si avrà tempo fino al 10 marzo prossimo per presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione».

Chi non è vaccinato non può frequentare gli asili nido e materne, ma può invece accedere alla scuola elementare. Come mai?
«Nella scuola dell’obbligo c’è la formazione scolastica da rispettare, prevale quindi il diritto allo studio».

Stanno sorgendo comitati di salute pubblica che invitano i sindaci a intervenire con ordinanze a tutela del diritto alla libertà di cura. Che cosa ne pensa?
«La mobilitazione dei genitori ha contribuito a una significativa modifica del testo di legge che, nella versione originaria, prevedeva non dieci ma dodici vaccinazioni obbligatorie e addirittura la perdita della potestà genitoriale per i trasgressori e sanzioni molto più severe. Non vedo come i sindaci possano non rispettare quanto previsto da una legge. Chi è contrario all’obbligo vaccinale dovrà far ricorso al giudice e sollecitare ordinanze alla Corte costituzionale per la declaratoria di incostituzionalità dell’obbligo».

Con quali prospettive?
«È difficile fare previsioni. Ma nel nostro Paese sono le stesse amministrazioni pubbliche ad assumere comportamenti distonici. In Puglia il governatore, che tra l’altro è anche un magistrato, ha offerto il sostegno della Regione ai comitati no vax. In Veneto il presidente della Regione ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale, lamentando una coercizione attuata con decreto d’urgenza senza precedenti storici neppure in periodo bellico. Alcuni istituti infantili hanno preannunciato che applicheranno una sorta di obiezione. La conclusione sarà il caos».

g.a.