Poste ha incontrato i sindaci a Roma: nessuna chiusura e potenziamento dei servizi

Poste ha incontrato i sindaci a Roma: nessuna chiusura e potenziamento dei servizi

ROMA  Poste italiane ha riunito oggi a Roma i sindaci dei piccoli Comuni per  confrontarsi sulle esigenze del territorio e attivare una serie di servizi dedicati alle realtà locali con meno di 5mila abitanti. All’incontro, svoltosi alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro dell’Interno Matteo Salvini, del ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e del vice ministro dell’Economia  Laura Castelli e promosso in collaborazione con Anci e Uncem, hanno partecipato oltre 3mila sindaci. Quelli piemontesi erano circa 500.

L’amministratore delegato di Poste italiane Matteo Del Fante ha dichiarato: «L’incontro con i sindaci riafferma l’importanza strategica della presenza capillare di Poste italiane sul territorio, con l’obiettivo di renderla ancora più efficace.  Abbiamo pensato questa giornata per parlare direttamente ai sindaci e condividere con loro ciò che Poste italiane realizzerà concretamente nei piccoli Comuni, con interventi che incideranno positivamente sui servizi al cittadino e con iniziative pensate per i territori, puntando sull’efficienza crescente dei nostri 12.824 uffici».

Del Fante ha presentato 10 impegni per i piccoli Comuni, un programma di servizi  basato sull’importanza strategica di mantenere aperti tutti gli uffici postali nei paesi con meno di 5mila abitanti.  Tra gli impegni assunti da Poste italiane troviamo:  servizio di tesoreria comunale, installazione di nuovi sportelli Atm (i Postamat, ndr), fornitura di servizi presso la rete dei tabaccai e a domicilio tramite i portalettere nei 254 paesi privi di ufficio postale,  investimenti per rafforzare la sicurezza dentro e fuori gli uffici, servizio Wi-fi gratuito in tutti gli uffici postali dei piccoli Comuni, potenziamento delle risorse degli uffici dei Comuni turistici e l’abbattimento delle barriere architettoniche negli sportelli di oltre mille Comuni. Il piano industriale quinquennale di Poste italiane prevede investimenti per 500 milioni di euro l’anno.

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All’incontro di Roma con Poste italiane c’erano oltre 3mila sindaci. Quelli piemontesi erano circa 500.

«L’impegno delle Poste è frutto del lavoro avviato negli anni scorsi da Anci Piemonte che ha saputo dar voce alle proteste dei  sindaci. Rivendichiamo con forza la giusta scelta dell’azienda che ha saputo cambiare idea raccogliendo le nostre proposte. Abbiamo impedito che ci fossero Comuni di serie A e altri di serie B», ha commentato il vicepresidente di Anci Piemonte, Michele Pianetta, a Roma con il presidente di Anci Piemonte Alberto Avetta e il coordinatore piccoli Comuni dell’Associazione Gianluca Forno.

Ricorda Pianetta:  «Tutto è partito dalla resistenza dell’Anci e di 41 sindaci del Monferrato, dell’Alessandrino, dell’Astigiano e del Cuneese, che tre anni fa si erano opposti al progetto di razionalizzazione presentato da Poste italiane». Una volta a regime, il piano industriale di Poste avrebbe contemplato la consegna a giorni alterni in 780 Comuni su oltre 1.200 in tutto il Piemonte. Una situazione allarmante, che aveva scatenato le proteste e le azioni legali dell’Anci e dei sindaci, che avevano proposto ricorso al Tar. «Da lì,  il via al tavolo di confronto con Poste, le riunioni con i territori e i sindaci, la firma di un primo protocollo che ha visto da subito protagoniste Anci Piemonte, Regione  e Poste. Il risultato odierno, che sentiamo orgogliosamente nostro, rappresenta un nuovo punto per mantenere e rafforzare i servizi anche delle aree più disagiate», conclude Pianetta.

Soddisfatta dell’incontro romano anche l’Uncem. Dichiara il presidente Marco Bussone: «Apriamo una fase nuova di collaborazione. L’amministratore delegato Del Fante e la presidente Maria Bianca Farina hanno detto sì alle proposte fatte negli ultimi anni da Uncem. L’impegno di oggi è importantissimo. Ora lavoriamo per rendere efficaci le proposte». Prosegue Bussone: «Poste è un pezzo della comunità. Vicino al municipio, alla chiesa, alla farmacia, l’ufficio postale ha un ruolo all’interno dei nostri borghi. Per questo, quando orari e servizi sono stati rivisti, le comunità hanno manifestato la loro contrarietà alla riduzione».

 

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