19.602: oltre un centinaio di assunti ogni giorno nei primi mesi del 2018

Inchiesta: la percezione del lavoro e il fenomeno della disoccupazione

In tutto il 2016 gli inserimenti al lavoro furono 30mila, nel 2017 salirono a 37mila: se il trend fosse confermato, alla fine del 2018 tra Alba e Bra si potrebbe parlare di 40mila neooccupati

OCCUPAZIONE  Il diritto al lavoro e la debolezza contrattuale, che hanno costretto intere generazioni a fronteggiare l’insicurezza e l’impotenza esistenziale, sono al centro dell’attenzione collettiva.

Ma che cosa accade sul nostro territorio? Al 30 giugno 2018 nel bacino del Centro per l’impiego Alba-Bra le assunzioni sono state 19.602 (più di un centinaio al giorno), secondo i dati comunicati a Gazzetta d’Alba. In tutto il 2016 le assunzioni erano state 30mila e nel 2017 37mila: dunque, se il trend dovesse proseguire, a fine 2018 le assunzioni potrebbero raggiungere circa quota 40mila, confermando un trend in incremento negli ultimi anni.

Ma analizziamo i dati del 2018 nel dettaglio: sul totale dei contratti stipulati, circa 1.938 sono a tempo indeterminato e 16.669 a termine. Significa che solo in due casi su dieci il Centro per l’impiego è riuscito a imbastire una situazione solida dal punto di vista occupazionale. Permane una struttura lavorativa di tipo precario. L’epoca del lavoro liquido, non caratterizzato da certezze, ma piuttosto fonte di preoccupazioni per gli individui, pare proseguire.

Un altro dato significativo è che oltre 7.300 assunzioni (circa il 40 per cento) hanno coinvolto giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, mentre gli ingressi al lavoro dei 30-39enni sono stati 4.600 e quelli degli over 50 poco più di 3.300. Vuol dire una possibile apertura del mercato occupazionale alle nuove generazioni? C’è da augurarselo, visto che negli ultimi dieci anni i giovani sono stati vessati da misure politiche penalizzanti e da una globalizzazione selvaggia del mercato, fenomeno che ha comportato una diminuzione generalizzata dei diritti legati al lavoro.

Proseguendo nell’analisi dei dati, emerge come la maggioranza delle assunzioni dei primi mesi del 2018 sia avvenuta nel comparto agricolo (oltre 5.100), seguito dai settori dell’industria (4.800) e del commercio (3.600), quindi del lavoro domestico (595). La cultura locale si conferma dunque legata alla terra e allo scambio, più che ad altri settori come quello culturale, scientifico o sanitario. L’attaccamento alla materia più che alla relazione o alla produzione di idee ha sempre connotato il tessuto langarolo: una caratteristica strutturale che potrebbe sul lungo termine produrre un eccesso di rigidità (si veda tutto il servizio).

Sara Elide

Gli uomini trovano più facilmente il posto (non qualificato)

Fatica a valorizzare i talenti, discriminazioni, sbilanciamento tra titolo di studio e ruolo ricoperto: la riflessione emergente nell’analisi del Centro per l’impiego Alba-Bra tocca le mansioni ricoperte dai neoassunti. Se il numero dei dirigenti che hanno trovato lavoro nei primi sei mesi del 2018 ammonta a 37, i “non qualificati” (chi non ha titoli di studio specifici) invece superano i 7.300, mentre gli operai specializzati sono 3.300 e chi svolge professioni legate al commercio 3.600.

Si torna a scendere nella categoria impiegati (1.058 assunzioni). Appare nella miniatura locale il disegno delineato ovunque dai tempi odierni: emerge cioè una società sempre più polarizzata, con pochissimi individui ben retribuiti e grandi masse di operai, manovali e apprendisti che popolano gli strati inferiori della piramide, percependo stipendi sufficienti alla sopravvivenza e con scarse possibilità di ascesa e di trasformazione. Infine, c’è pure la discriminazione di genere che striscia sotto la superficie dei numeri.

Sembra infatti che anche oggi gli uomini godano di maggiore mobilità e accessibilità al mercato del lavoro rispetto alle donne. Le assunzioni maschili del Cpi nei primi mesi dell’anno sono state quasi 11.200, contro le 8.800 del gentil sesso. Numeri che raccontano storie di vita concrete, incise nella carne e nel quotidiano, nelle relazioni e anche nel divenire.

In Italia, a gennaio, l’occupazione incrementa dello 0,1%

Crescono le assunzioni a livello nazionale, in linea con quanto abbiamo rilevato a livello locale. Secondo i dati diffusi dall’Istat (Istituto nazionale di statistica), in Italia a gennaio 2019 l’occupazione è aumentata dello 0,1 per cento rispetto a dicembre 2018. Significa che circa 21mila persone in più oggi hanno un lavoro. Mentre si continua ad assistere a un calo degli autonomi (-19mila) e dei contratti a tempo determinato (-16mila), incrementano i lavoratori a tempo indeterminato (+56mila). Sul fronte della qualità occupazionale, dunque, si registra a livello nazionale un andamento opposto rispetto al contesto albese e braidese descritto nei primi mesi del 2018. Se sul territorio vengono predilette forme contrattuali precarie, il contesto italiano sembra rinvigorire, mostrando una lieve scossa verso la stabilità e la “certezza” di un impiego di lungo termine.

Le falle e i problemi rimangono però radicali: ad esempio, sempre analizzando i dati Istat, si evidenzia come il bacino di 21mila occupati in più a gennaio sia formato dall’aumento di 27mila neoassunti uomini a fronte di una diminuzione di 6mila posti di lavoro femminili.

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