Il carcere albese risulta il più affollato d’Italia

Alba: tutto tace sul destino del carcere

ALBA Nel quadro generale delle carceri italiane, Alba detiene un record negativo, dal momento che il Montalto risulta essere a oggi l’istituto penitenziario della Penisola con il più alto tasso di sovraffollamento reale.

A portarlo alla luce è stata l’esponente del Partito radicale Rita Bernardini, da sempre in prima linea sul tema, che ha analizzato le schede di tutte le carceri italiane, da poco rese disponibili sul sito del Ministero della giustizia.

Per molte strutture il sovraffollamento reale risulta essere assai superiore alle statistiche generali, ma è ad Alba che si registra la situazione più critica: su una capienza regolamentare di 142 posti, 109 non sono disponibili, perché si trovano nella parte del Montalto chiusa dal gennaio 2016, a causa della legionella. Nel giugno del 2017, infatti, solo una minima parte della struttura è stata riaperta, con una trentina di posti disponibili. Considerando dunque la capienza reale e il numero dei detenuti (in media 44 nel corso del 2018), il tasso di sovraffollamento passa dal 39 al 139 per cento.

Da quest’indagine si comprende l’urgenza di avviare al più presto i lavori per ristrutturare la parte di edificio condannata a un progressivo deterioramento, oggetto negli ultimi due anni di interrogazioni e di risposte politiche, senza però arrivare a sviluppi concreti.

Una possibile svolta è arrivata qualche giorno fa, quando al Comune è giunta una lettera del ministro della giustizia Alfonso Bonafede, al quale il sindaco Maurizio Marello ha scritto più volte per avere delucidazioni sui lavori di ristrutturazione.

Nella sua risposta Bonafede afferma che «i lavori sono stati inclusi nel programma di edilizia penitenziaria per l’anno 2019». E in effetti, sul sito del Ministero, il carcere albese risulta tra gli istituti inseriti nel piano, con lo stanziamento di 4 milioni e mezzo per il rifacimento dell’impianto idrico, sanitario e termico, la stessa somma già prevista nel piano 2018-2020.

Soddisfatto il garante albese per le persone detenute Alessandro Prandi, che commenta: «Con la lettera del ministro Bonafede, abbiamo finalmente conferma che lo stanziamento non è stato intaccato e che i fondi ci sono: si tratta di un’ottima notizia, per nulla scontata. Ora è necessario che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria prosegua con il bando di gara per l’assegnazione dei lavori, dal momento che il progetto risulta essere già approvato, come confermato lo scorso 20 febbraio dal sottosegretario Vittorio Ferraresi in risposta a un’interrogazione della parlamentare Fabiana Dadone».

Francesca Pinaffo

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