Italgelatine deve interrompere lo scarico delle sue acque di scarto

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La Provincia ha emanato un provvedimento di diffida all’azienda di Santa Vittoria, con l’obbligo prima di ridurre e poi di sospendere

AMBIENTE Dopo l’ultima proroga concessa un mese fa, mercoledì scorso l’Area tutela del territorio della Provincia di Cuneo ha emanato l’ennesimo provvedimento nei confronti dell’Italgelatine di Santa Vittoria, con un inasprimento delle misure da adottare per ripristinare il regolare funzionamento dell’impianto di depurazione delle acque reflue.

Nell’atto, infatti, non si parla più di riduzione degli scarichi, ma di sospensione totale. Per ripercorrere le tappe della vicenda, è necessario tornare indietro alla metà di marzo, quando dallo stabilimento dell’azienda, che produce gelatine a partire da materie prime animali, hanno iniziato a propagarsi nell’aria odori più intensi del solito, tanto da essere percepiti non soltanto nell’area circostante, ma anche in diversi Comuni del Roero, fino ad Alba.

Da subito sono iniziati i monitoraggi da parte degli organi di controllo, a partire dall’Arpa di Cuneo, l’Agenzia regionale per l’ambiente. La causa principale dei miasmi è stata riscontrata in un malfunzionamento dell’impianto di depurazione delle acque reflue, sovraccaricato a causa di un nuovo processo di lavorazione.

Così, il 13 aprile, in base ai rilevamenti dell’Arpa, la Provincia ha emanato un primo provvedimento di diffida, con l’obbligo di ridurre lo scarico dei reflui addotti all’impianto e di applicare una serie di misure tecniche, nel tentativo di ripristinarne il funzionamento. Dopo il mese prestabilito e a fronte di una situazione ancora critica, seppur in presenza di qualche lieve miglioramento, l’atto è stato prorogato per altri 30 giorni. Si arriva così al 13 giugno, con un quadro che ha disatteso le aspettative, come spiega il dirigente provinciale Luciano Fantino: «A metà della scorsa settimana, abbiamo ricevuto la relazione dell’Arpa, che ha rilevato ancora diverse criticità nell’impianto, che non ha ripreso il suo regolare funzionamento». È stato così emanato un nuovo atto, più pesante dei precedenti: «Si tratta di un nuovo provvedimento di diffida, che prevede la sospensione totale dello scarico delle acque reflue addotte all’impianto. Per consentire all’azienda di adempiervi, per i prossimi 15 giorni lo scarico dovrà essere ridotto in modo progressivo. Dopodiché, per i quindici giorni successivi, dovrà essere attuata la sospensione totale. È chiaro che, in quest’arco di tempo, gran parte della produzione sarà sospesa, fatta eccezione per quelle lavorazioni che implicano processi diversi per lo smaltimento delle acque».

Un atto necessario, alla luce delle irregolarità rilevate: «Con gli scorsi provvedimenti, abbiamo indicato all’azienda una serie di misure tecniche da adottare, ma ad oggi non sono state attuate con la diligenza che ci aspettavamo, tanto che i parametri rilevati dall’Arpa continuano a essere non conformi. La situazione è da monitorare con la massima attenzione, anche perché l’impianto scarica nel Tanaro. Ci auguriamo che, allo scadere di questi ulteriori trenta giorni, si arrivi a un reale miglioramento. Se così non sarà, il passo successivo potrebbe essere la revoca totale dell’autorizzazione concessa all’azienda», aggiunge Fantino.

Rimane aperta anche la questione delle emissioni non autorizzate di fumi, che fuoriescono da diversi punti dello stabilimento e che sono anch’essi responsabili degli odori percepiti in tutta l’area: «In questo caso, lo scorso maggio abbiamo concesso all’Italgelatine 180 giorni di tempo per risolvere il problema. Le strade sono due: far cessare le emissioni o aspirarle e trattarle, per evitarne la dispersione nell’ambiente. Il prossimo novembre valuteremo le misure adottate».

Francesca Pinaffo

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