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Pane, lavoro e paradiso anche per i giovani di oggi

Un pensiero per domenica. Il commento di Lidia e Battista Galvagno al Vangelo del 10 novembre.

PENSIERO PER DOMENICA – XXXII TEMPO ORDINARIO – 10 NOVEMBRE

Al centro delle letture della XXXII domenica c’è un tema oggi decisamente fuori moda: l’aldilà, in particolare la risurrezione dei morti a vita nuova. Siamo però in sintonia con lo spirito del mese di novembre, inaugurato dalla festa di Ognissanti e dal ricordo dei defunti. Il silenzio attuale sulla vita dopo la morte è in parte la naturale reazione a un passato in cui di questi temi si parlava troppo. Le letture della Messa ci offrono spunti per affrontare il tema in modo corretto.

Pane, lavoro e paradiso anche per i giovani di oggi

Esiste un aldilà, ma non come semplice proiezione dell’aldiquà. Lo spiega molto bene Gesù, chiamato in causa dai sadducei che non credevano nella risurrezione, e che gli prospettano il caso paradossale di una donna diventata, in base alla legge sul levirato, moglie successiva di sette fratelli morti uno dopo l’altro (Lc 20,27-38). Gesù ribadisce con forza che il Dio che lui annuncia non è «Dio dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui». La vita nell’aldilà, la vita in Dio, non sarà soltanto eterna, ma anche “vita nuova”, così com’è nuova la spiga rispetto al seme, per citare un’altra immagine usata da Gesù.

La sfida è riportare questa idea nell’oggi, perché più cadiamo in basso, come umanità, più abbiamo bisogno di questa comunione con Dio che dilata i nostri orizzonti e che ci dà forza per vivere il presente. Come insegnano i fratelli Maccabei (2Mac, 7,1-14), un modo concreto ed efficace di proclamare la nostra fede nella vita eterna è la disobbedienza civile, fino al martirio. Per il paradosso tipico della nostra fede, la Chiesa più viva è quella dei martiri: persone che hanno pagato con la vita la loro fede e la loro testimonianza di nuovi stili di vita. I martiri non sono però una esclusiva dei primi secoli cristiani. Ancora oggi, ogni anno, centinaia di persone, nel mondo, pagano con la vita la loro adesione a Cristo e il loro impegno per i fratelli. Ricordiamo solo, ad esempio, i martiri dell’Amazzonia celebrati nel recente Sinodo.

Pensare all’aldilà non è alienante. Non soltanto non ci allontana dai problemi concreti, ma ci dà lo sguardo prospettico per vederne la vera natura e provare a risolverli. Non sono stati certo alienati i martiri di tutti i tempi, meno che meno Gesù – con il suo messaggio di salvezza, volto a realizzare già su questa terra un anticipo del Regno dei cieli – o un santo vicino a noi come don Bosco, che insegnava che ai giovani bisogna dare «pane, lavoro e paradiso». Ne hanno bisogno anche i giovani d’oggi.

Lidia e Battista Galvagno

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