Il trasloco da Alba e Bra partirà il 21 giugno

Il trasloco da Alba e Bra partirà il 21 giugno

VERDUNO  Il nuovo ospedale dell’Asl Cn2 di Alba-Bra a Verduno è al centro dell’attenzione, dopo decenni di ritardi nel processo di edificazione, confusioni burocratiche, scaricabarili nella responsabilità politica. La struttura è però ultimata e accoglierà i pazienti delle due città a breve. I posti letto previsti sommano a 340, più 92 a servizio della dialisi o dei pazienti oncologici. Il nosocomio sarà dotato di 225 camere a un letto e di 46 camere a due. La struttura è costata circa 230milioni di euro.

Per quanto riguarda il taglio del nastro (sebbene i pazienti Covid-19 siano già presenti da settimane), l’assessore piemontese alla sanità Luigi Icardi ha ribadito: «Si continua a lavorare con il termine fissato entro giugno per procedere con il trasferimento: gli abitanti di Alba e Bra devono avere il loro ospedale».

L’ipotesi è confermata dal direttore dell’Asl Cn2 Massimo Veglio, che spiega: «Il piano per il trasferimento c’è: partiremo con il trasloco nella settimana del 21 giugno. Fino a oggi, nessuno mi ha dato disposizioni diverse». Nei piani di Veglio, è questa la data in cui il San Lazzaro di Alba e il Santo Spirito di Bra cederanno il passo al nuovo nosocomio di Verduno, dove nel frattempo si sta lavorando per ultimare gli ultimi dettagli.

Un’operazione complessa, che si prospetta verrà portata avanti in tandem tra Veglio e il commissario Giovanni Monchiero, nominato dalla Regione per accelerare l’apertura del reparto Covid-19 nel nosocomio dedicato a Pietro e Michele Ferrero, ma a tutti gli effetti affiancato formalmente all’attuale direttore generale ai vertici dell’Asl. In ogni caso, al di là di questi equilibri – nei quali qualcuno già intravvede i segnali di un cambiamento nei ruoli di comando della rete ospedaliera piemontese – l’apertura di Verduno diventa un’esigenza sempre più sentita, anche alla luce di una possibile riacutizzazione dell’epidemia in autunno: «Certamente il nuovo ospedale non è stato pensato per gli infettivi, ma le sue dimensioni ci permetteranno di gestire l’attività ordinaria con il mantenimento degli spazi legati all’emergenza coronavirus», conclude Veglio. E sulla questione edilizia, che vede il territorio regionale caratterizzato da un elevato livello di obsolescenza ospedaliera, dichiara: «Il livello di degrado delle vecchie strutture di Alba e Bra, come confermato dallo studio dell’Ires, è elevato. Per questo è stato costruito Verduno. Oggi la tecnologia evolve in fretta. Grazie alla struttura modulare, potremmo riadattare i reparti del nuovo edificio e aggiornarli con tempestività, flessibilità e funzionalità, se occorresse, per eventuali diverse esigenze sanitarie».

r.a. e f.p.

INCHIESTA: EDILIZIA SANITARIA

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