Il turismo a due passi da casa è già partito al meglio

NEL BEL PAESE L’80% IN MENO DI STRANIERI, MA CI SARÀ IL 40% DEI CONNAZIONALI IN PIÙ

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RIAVVIO La stagione turistica italiana è ormai perduta a causa dell’emergenza coronavirus? Ferma restando l’incognita sull’andamento dei nuovi contagi, non è detta l’ultima parola, soprattutto per quelle mete turistiche che sanno coniugare sicurezza e benessere, senza imporre di spostarsi oltre i confini nazionali.

Il turismo a due passi da casa è già partito al meglioSì, perché pare che quest’anno le vacanze degli italiani avranno come meta il Bel Paese. Lo attesta l’Enit, l’agenzia nazionale del turismo: se l’Italia perderà più dell’80 per cento delle prenotazioni internazionali per i tre mesi estivi, potrà puntare a recuperare terreno grazie al 40 per cento degli italiani che preferivano viaggiare all’estero e che quest’anno opteranno per soluzioni domestiche, vista l’incertezza della grave emergenza coronavirus a livello davvero globale. In Piemonte, l’Ente turismo torinese, insieme agli atenei del capoluogo, ha cercato di sviluppare una serie di linee guida per delineare le prospettive turistiche al tempo del Covid-19. Sono emersi diversi aspetti: a uscirne meglio saranno le mete in grado di proporre attività all’aria aperta, luoghi non affollati e spazi incontaminati, percepiti più sicuri rispetto alle grandi città.

Una forma di turismo sostenibile e soprattutto di prossimità, con località raggiungibili con mezzi propri, magari ad appena poche ore da casa. Una soluzione che sembra descrivere alla perfezione l’offerta dei distretti piemontesi, dalle montagne ai laghi, per arrivare alle colline.

In effetti, nel fine settimana del 23 maggio, il primo di vera riapertura dopo la fine del lockdown, qualcosa è cambiato sulle colline Unesco: i piemontesi hanno approfittato del bel tempo per spostarsi per una gita fuoriporta. Anche tra i paesi delle Langhe e sui sentieri del Roero, sono tornati i visitatori. Tutti piemontesi, com’è ovvio, vista la chiusura dei confini regionali.

Ma, dopo mesi di fermo totale, i nuovi flussi post quarantena hanno rappresentato una ventata positiva per operatori e amministratori. Ad Alba, in piazza Risorgimento, l’ente turismo Langhe, Monferrato, Roero ha riaperto la sede. Rispetto a qualche settimana fa, il clima è migliorato, come spiega il direttore Mauro Carbone: «Dal fine settimana del 23 maggio, abbiamo rivisto gente. Per ora sono numeri limitati, che potranno aumentare con l’apertura dei confini, ma sono un buon segnale. Tra i punti di forza del territorio, ci sono la vivibilità e gli spazi ampi, lontano dal caos delle grandi città».

Per l’estate è difficile fare previsioni, dice Carbone: «Tutto è in balia della situazione sanitaria, almeno per quanto riguarda i mesi di giugno e luglio. Da agosto, possiamo sperare in una maggiore stabilizzazione. Anche se, per il momento, le nostre maggiori speranze sono concentrate sull’autunno». Del resto, è su questa stagione che Alba confida da sempre.

MAURO CARBONE DA ALBA
«In effetti, non mancano le prenotazioni per il periodo fieristico d’autunno nell’Albese, segno che le persone, per il momento, non hanno ancora rinunciato a visitare il nostro territorio. Sulla scia di questo dato oggettivo, è evidente che, se la situazione sanitaria migliorerà sempre di più, si potrà sperare di salvare anche parte dell’estate».

Appassionati di trekking dall’accento molto locale

C’è chi arriva da Alba e chi da Torino, chi in macchina e chi in moto, chi in famiglia e chi con un piccolo gruppo di amici: dal termine del lockdown, nel fine settimana, le Langhe sono tornate a essere luogo di villeggiatura.

Rispetto a prima, non si sente parlare tedesco o inglese, ma predomina l’accento piemontese. Il turismo a due passi da casa è già partito al meglio 2Mascherine sul viso o a portata di mano, i turisti della domenica passeggiano per i centri storici, si siedono ai tavolini dei bar o si dedicano al trekking, per poi rientrare nel tardo pomeriggio. Segnali di netta ripresa registrati dai sindaci, come Renata Bianco, a Barolo: «Dal 23 maggio, abbiamo percepito movimento in paese. I bar sono tornati a lavorare. Invece, per i ristoranti, il discorso è meno omogeneo, perché alcuni sono ancora chiusi».

E ora ha riaperto i battenti anche il Wimu, il Museo del vino: «Abbiamo riaperto il 31 maggio, fino al 2 giugno. Nel rispetto delle normative, gli ingressi sono però contingentati. Vogliamo proseguire per tutta l’estate con le visite nei fine settimana. Sarà un’estate inedita, senza manifestazioni e il festival Collisioni, che da solo implica ricadute positive per tutto il territorio. La nostra zona, per fortuna, non è stata interessata da picchi di contagio paragonabili alle città: abbiamo un ambiente rurale, una densità di popolazione bassa e le carte in regola per poterci proporre come una meta sicura», conclude Bianco.

RENATA BIANCO DA BAROLO
«Come Unione dei Comuni della Langa, stiamo ragionando anche su forme d’intervento per evitare assembramenti, qualora ce ne fosse bisogno, alla luce del numero dei visitatori nel centro. Potrebbe infatti venire dato il via libera a piccole manifestazioni a fine estate. Con la Polizia municipale o la Protezione civile, si sta pensando a diverse soluzioni, come un contingentamento degli accessi in paese».

Bernardi: dopo aver attirato gli stranieri, torneremo a ospitare italiani e piemontesi

AncIl turismo a due passi da casa è già partito al meglio 3he nel resto della provincia, il primo week-end di fine lockdown ha rappresentato una rinascita.
Mauro Bernardi è il presidente dell’Atl cuneese: «Le nostre montagne sono state prese d’assalto, in particolare la Val Maira, dove si è registrato il tutto esaurito nei bar e nei ristoranti. A rimanere fermi, hotel e bed&breakfast, dal momento che si tratta di un turismo regionale, alla giornata, che non necessita di soluzioni di pernottamento». Anche quando si riapriranno i confini, la provincia di Cuneo potrebbe contare su diversi punti di forza: «Oltre alle attività all’aria aperta e ai paesaggi incontaminati, anche la presenza di strutture ricettive con un numero di stanze piuttosto limitato, dove sono più difficili gli assembramenti, con un senso di sicurezza maggiore».

Per questo, nonostante le incertezze, all’Atl cuneese le prospettive non sono negative: «Quest’emergenza ci sta portando a lavorare su una fetta di turismo che avevamo messo da parte: dopo aver puntato sul turismo internazionale, è giunto il momento di tornare a rivolgerci agli italiani e ai piemontesi. Nella Granda abbiamo tutte le carte in regola per riuscirci».

FRANCO GROSSO DA BOSSOLASCO
«Da noi, il fine settimana del 2 giugno sarebbe stato dedicato alla Festa delle rose, il simbolo del paese: quest’anno non ci potranno essere eventi, ma le rose sono fiorite in modo straordinario ed è questo il messaggio che abbiamo diffuso anche attraverso i canali social  della Pro loco. Così, fin da sabato 23 maggio, sono tornati i visitatori, con ricadute molto positive sui nostri bar e sui nostri ristoranti, che si stanno attrezzando con i dehors esterni. Come nel resto della Langa, anche la rete sentieristica ha attirato parecchi appassionati. Per quanto riguarda il paese, se si proseguirà con questo afflusso, sarà necessario pensare anche a forme di monitoraggio da parte della Polizia municipale, in modo da evitare ogni rischio di forte assembramento».

«La Regione ci dia il via»

Sono pronte a ripartire in sicurezza, ma al momento non hanno ricevuto il via libera da parte della Regione Piemonte. Un silenzio che pesa ancora di più, con l’avvio della Fase 2 e delle speranze riposte nel turismo all’aria aperta, di cui sono tra i maggiori attori. È la situazione in cui versano le guide escursionistiche ambientali. L’albese Sergio Gardino fa parte delle cinque guide attive sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato. Le altre sono Roberta Gatti, Marcello Bertino, Stefano Boffa e Guido Camia. Il turismo a due passi da casa è già partito al meglio 4

Spiega Gardino: «In Piemonte, stiamo vivendo una situazione paradossale. Siamo guide con patentino riconosciuto del comparto turistico, ma da Torino nessuno è intervenuto per regolamentare la nostra ripartenza, come è invece accaduto per le guide alpine. Nelle scorse settimane, abbiamo cercato di contattare diversi referenti, ma la situazione non è cambiata e questo silenzio diventa sempre più pesante».

Anche perché l’Aigae, l’associazione di categoria delle guide escursionistiche italiane, ha già siglato a livello ministeriale linee guida specifiche per la ripresa delle attività, tenendo conto delle distanze di sicurezza e del divieto di assembramenti. E diverse regioni italiane – Umbria, Marche, Liguria, Toscana, Valle d’Aosta e persino la Lombardia – hanno recepito i protocolli e sono intervenute con un’apposita regolamentazione della materia, in modo da permetterne la ripresa.

«I protocolli dell’Aigae hanno valore nazionale, quindi potremmo anche basarci solo su queste indicazioni per ripartire in sicurezza. Fino a questo momento, abbiamo aspettato un cenno dalla Regione. Ma, dal prossimo fine settimana, siamo decisi comunque a riprendere le attività, anche perché i visitatori stanno tornando sulle nostre colline». Compito delle guide, «non è soltanto accompagnare i gruppi, ma anche raccontare il territorio dal punto di vista storico, culturale e naturalistico, aggiungendo valore a un’esperienza all’aria aperta, da incentivare sempre di più in questa fase, come sottolineano gli esperti: le Langhe, il Roero e il Monferrato hanno tutte le caratteristiche per un turismo sostenibile e sicuro e noi vogliamo contribuire alla ripresa del territorio».

Si torna al castello di Camillo Cavour

Il turismo a due passi da casa è già partito al meglio 5Cogliere l’occasione per scoprire le meraviglie che si trovano a pochi passi da casa, sostenendone la ripartenza: con questo spirito, dal 31 maggio al 2 giugno, ha riaperto i battenti anche il castello di Grinzane Cavour, diventato simbolo del territorio proprio durante l’emergenza, illuminato di notte con la bandiera tricolore grazie alla collaborazione con Egea.

Spiega Marco Scuderi, direttore dell’enoteca regionale piemontese Cavour: «Abbiamo deciso di riaprire perché finalmente sono tornati i visitatori sulle nostre colline, ma soprattutto per dare un segnale positivo al territorio: per ogni fine settimana di giugno, con la speranza di poter ampliare i giorni di apertura da luglio, si potranno visitare l’enoteca regionale, il museo etnografico, il castello e il suo parco, con le dovute norme di sicurezza dettate dall’emergenza Covid-19».

Al castello, ha riaperto anche il ristorante stellato dello chef Marc Lanteri: «Si è deciso di valorizzare il servizio all’aperto, con la possibilità di cenare sotto alle stelle», annuncia Scuderi.

I sentieri del Roero spopolano: 23 quelli segnalati con il sistema Gps

Da una media di venti accessi giornalieri al sito Internet durante il lockdown a più di 350 accessi dal Il turismo a due passi da casa è già partito al meglio 6momento della riapertura: la rete sentieristica gestita dall’Ecomuseo delle rocche del Roero si sta rivelando un punto di riferimento per chi è alla ricerca di aria aperta, benessere e natura. Non è una novità, visto che il turismo outdoor è una delle tendenze in crescita degli ultimi anni. Ma, nella fase recente post quarantena, l’aspetto è ancora più evidente. «Di solito, ci aggiriamo sui 250 accessi al nostro sito Internet ogni giorno, ma, con la partenza della Fase 2, abbiamo persino superato questa media.

In più, nei punti vendita del territorio, le nostre cartine stanno andando molto bene, segno che le persone cercano questo tipo di attività», dice il presidente dell’Ecomuseo Andrea Cauda. Durante la Fase 1, lo staff dell’ente ha lavorato per la ripartenza: «Abbiamo potenziato il sistema delle audioguide, che fungono anche da mappa grazie al sistema Gps e che oggi sono una vera risorsa, dal momento che permettono ai nostri visitatori di muoversi in autonomia sul territorio. In più, abbiamo pensato a forme per il turismo innovativo, come dei bio-picnic all’aria aperta, in collaborazione con le attività commerciali locali: con 23 sentieri segnalati e tre tour più ampi, offriamo percorsi molto variabili e siamo convinti che questo tipo di offerta sia ancora più importante in questo momento storico», conclude Cauda.

Francesca Pinaffo

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